Bari, 5 nov. - (Adnkronos/Ign) - "L'Italia non puo' ritrovare la sua strada in un clima di guerra politica. E' necessario un riavvicinamento tra capi politici contrapposti, non per confondersi ma per condividere le scelte importanti che rispondono ai bisogni piu' profondi". E' il forte appello lanciato oggi dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a Conversano, aggiungendo che tale confronto deve avvenire "senza rinuncia delle proprie posizioni ma ritrovando quella coesione nazionale e sociale che oggi e' categorica". Per il presidente della Repubblica, in questo momento di "difficoltà molto gravi", "sono indispensabili spirito di sacrificio e slancio innovativo, anche affrontando scelte dolorose, che potranno anche apparire impopolari, purche' con la giusta equita' nella distribuzione dei carichi e dei pesi". L'appello di Napolitano viene subito raccolto dal Terzo Polo, che chiede a Berlusconi di farsi da parte per dare vita a un nuovo governo credibile agli occhi del mondo. "La maggioranza politicamente non c'e' piu' e probabilmente anche numericamente", sottolinea il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il presidente del Consiglio dovrebbe capire, secondo Fini, che "mettersi da un lato, rappresenterebbe un atto di amore nei confronti dell'interesse nazionale. Abbia la capacita' di concentrarsi non sulla conta delle pecorelle ma sulla prospettiva da dare all'Italia e al Pdl". Di fronte alla crisi internazionale, sottolinea Fini "la credibilita' non si riacquista se il governo fa 316 voti e continua a galleggiare"; anzi "ci sarebbe un effetto depressivo della credibilita'" e "il distacco tra Palazzo Chigi e la societa' italiana sarebbe ancora piu' evidente". Di qui la necessita' di comprendere che "si e' chiusa una fase e bisognera' capire se la politica sara' capace di aprirne un'altra e quale. Per l'interesse nazionale -spiega il presidente della Camera- la via piu' auspicabile sarebbe la cessazione di questo lungo scontro che dura da anni di derby permanente e la nascita di un esecutivo con un'ampia maggioranza basato su pochi punti concreti e al termine di questa esperienza si deve tornare alle urne". Per questo, puntualizza Fini, "escludo a priori che per garantire l'interesse nazionale sia opportuno far nascere un governicchio del ribaltone". Non si tratta di dar vita "a larghe convergenze astratte" ma occorre "tradurre nel piu' breve tempo possibile in leggi i punti della lettera della Bce" e varare una nuova legge elettorale". Sulla stessa linea il leader dell'udc, Pier Ferdinando Casini secondo cui "siamo un un momento di assunzione delle proprie responsabilita'". "Basta con il balletto di responsabilita' reciproche che non serve a nulla, e' tempo di unire i discorsi e di creare un armistizio tra le forze politiche dando vita ad un governo che abbia quella credibilita' finanziaria internazionale che ci consenta di avviare il risanamento italiano". "Ciascuno -ha osservato Casini- deve fare un passo indietro, non solo Berlusconi ma forse anche le opposizioni devono farlo nel nome di un interesse piu' importante. E' inutile litigare affannosamente e aprire dispute accanite sulla contabilita' parlamentare per guidare una nave che sta andando druitta dritta sugli scogli ad infrangersi. Questo non serve a nessuno, le persone intelligenti devono fermarsi un attimo prima del burrone". Secondo Casini, andare ad elezioni oggi "non e' la soluzione, non ce lo possiamo permettere Anche in queste ore la Grecia sta cercando una soluzione - sottolinea il leader Udc - e non pensa di andare alle elezioni perche' in questi casi si rischia di aggravare la malattia, non di risolvere il problema".