Corna, santini e amuleti: superstizioso il 60% degli automobilisti italiani
Roma, 8 nov. (Adnkronos) - Non sarà vero, ma ci si crede lo stesso. E così: ''di Venere e di Marte, non si sposa né si parte'' oppure davanti a un gatto nero ci si ferma in attesa che qualcuno passi prima di noi. E ancora: specchietti e cruscotto addobbati con cornetti rossi, santini e amuleti anti-jella. Nell'era della tecnologia e della scienza, il 60% degli italiani al volante ammette di credere a riti e superstizioni, anche se dichiara di non farsi influenzare più di tanto. Contro un 10% che si confessa dipendente da amuleti portafortuna o gesti apotropaici. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da 'Chiarezza.it', comparatore online che di confronto polizze assicurative.
Superstiziosi sì, ma con coscienza: il 73%, infatti, non ritiene indispensabile nessun tipo di portafortuna. Il 25% afferma per contro un'affinità con amuleti e pendagli ai quali dichiara di essere molto affezionato. Assolutamente incorreggibile resta quell'1,7% che non si mette alla guida senza la benedizione del talismano prescelto. E sono proprio i 'ninnoli' appesi allo specchietto i portafortuna più gettonati (13,5%), sia che si tratti di dadi di peluche, gadget o pupazzetti di ogni genere e foggia. Pare invece sia caduto un po' in disuso il classico cornetto rosso (3,8%), particolarmente amato dai guidatori partenopei.
Dal sondaggio emerge inoltre un dato sorprendente: c'è ancora un 1,9% che crede che un Cd, grazie al riflesso, riesca a impedire agli autovelox la lettura della targa. Solo l'1,9% manifesta attaccamento a iconografie religiose come rosari, crocifissi e immagini sacre, mentre la squadra del cuore è presente con cuscinetti e gadget vari sul 3,9% delle auto degli intervistati. E chi più ne ha, più ne metta: coccinelle, quadrifogli, disegni dei bambini, foto dei propri cari, scritte che esortano a moderare la velocità, folletti, collane e pendenti.
