Teheran, 9 nov. - (Adnkronos/Aki) - "Non cambieremo di una virgola il nostro programma nucleare". E' quanto ha affermato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, citato dalla tv satellitare 'al-Arabiya', commentando il rapporto presentato dall'Agenzia internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) sul programma nucleare di Teheran. In un discorso trasmesso in diretta dalla tv di stato, Ahmadinejad ha criticato l'Aiea per aver pubblicato un rapporto che si basa solo su accuse americane "prive di basi" e ha affermato che l'Agenzia in questo modo si è screditata. Il presidente ha infine ribadito che il programma nucleare del paese non è finalizzato alla produzione di armi atomiche, ma ha finalita' pacifiche. Il rapporto dell'Aiea alimenta "forti preoccupazioni sulla reale natura del programma nucleare iraniano". Quindi, "è ora necessario e urgente un dettagliato riscontro da parte di Teheran, al fine di dissipare tali preoccupazioni", ha detto da Roma il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Dall'Egitto intanto fanno sapere che ci sarà una jihad contro Israele in caso di attacco militare all'Iran. La minaccia arriva da Aala Mazi Abulazaem, sheikh della setta sufi egiziana Azmieh, secondo il quale i suoi seguaci sono pronti a "combattere fianco a fianco con i loro fratelli iraniani" nel caso in cui Israele dovesse attaccare la Repubblica Islamica. In un commento all'agenzia di stato iraniana Irna, tuttavia, Abulazaem ha affermato di considerare "impossibile" che lo Stato ebraico o i suoi alleati, primi tra tutti gli Usa, attacchino l'Iran, perche' temono la sua "potenza militare".