Bruxelles, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - La Commissione europea ritiene che nel 2013 l'Italia non riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio. E' quanto emerge dalle previsioni economiche d'autunno, secondo cui ci sarà ancora un passivo nel bilancio pubblico dello 0,5%. "L'economia globale è di nuovo in una zona di pericolo, questa volta l'area euro - avverte l'Ue - è al centro delle preoccupazioni". "La crescita è in stallo in Europa e c'è il rischio di una nuova recessione", afferma il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn presentando le previsioni. "C'è ampio consenso sulle necessarie azioni politiche da intraprendere" in Ue sulla base di quanto deciso dai vertici europei di ottobre, ma "quello di cui abbiamo bisogno ora - sottolinea - è una decisa attuazione" per evitare una recessione. Riguardo all'Italia, Rehn sottolinea come "l'obiettivo più essenziale per l'Italia è ripristinare la stabilità politica e la capacità di prendere decisioni e, in parallelo, di intraprendere un'azione ferma e determinata per raggiungere gli obiettivi fiscali e rilanciare la crescita". "E' chiaro che solo un pacchetto ampio e complessivo di riforme potrà far ripartire la crescita in Italia", osserva. La lettera del governo italiano a Bruxelles, aggiunge poi, "non dice nulla" su alcuni aspetti e in particolare "non va abbastanza lontano" sulla "nuova riforma delle pensioni". Lo schizzare verso l'alto di spread e yield sui titoli di stato italiani "nel brevissimo periodo non è così drammatico, ma nei prossimi anni avrebbe un impatto significativo sulle condizioni di finanziamento e sull'economia reale", con un impatto dell'"1% sul pil nei prossimi tre anni", nota il commissario europeo. Dalle previsioni economiche d'autunno della Commissione europea emerge che il rapporto tra il debito pubblico ed il Pil italiano resterà al 120,5% nel 2011 e nel 2012, mentre scenderà al 118,7% nel 2013. Nel 2011 la crescita del Pil si fermerà allo 0,5% contro l'1% previsto in primavera, mentre nel 2012 la crescita sarà pressoché ferma, con un +0,1%, contro l'1,3% previsto a maggio. Per quanto riguarda il 2013, la Commissione prevede una ripresa, con una crescita del Pil dello 0,7%. I dati diffusi oggi rivedono al ribasso anche le stime intermedie diffuse a il 15 settembre scorso, quando la Commissione aveva previsto per il 2011 una crescita del Pil dello 0,7%. "La modesta ripresa dell'Italia dopo la crisi del 2008-2009 si è fermata nel secondo semestre del 2011 e la crescita resterà limitata" nei prossimi anni, scrive la Commissione Europea nel capitolo dedicato al nostro Paese. Secondo le stime Ue "i mercati finanziari si stabilizzeranno in modo graduale nel corso del 2012" ma "se dovessero deteriorarsi ulteriormente, lo scenario della crescita per l'Italia peggiorerebbe, con un minore disponibilità di credito per aziende e famiglie". Nel documento si sottolinea come se "i consumi privati sono stati quasi fermi nel primo semestre" "le esportazioni hanno continuato a trainare la ripresa". Su quest'ultimo fronte, tuttavia "l'Italia è destinata a perdere altre quote di mercato". Per il direttore generale del Fmi Christine Lagarde in Italia e Grecia serve "chiarezza politica". "Non sappiamo chi guiderà questi Paesi, e questo non contribuisce alla stabilità" ha avvertito. Il Fondo metterà la sua "esperienza" al servizio di Roma, ha aggiunto, riferendosi al monitoraggio sull'applicazione della lettera d'intenti dell'Italia all'Ue.