Roma, 10 nov. (Adnkronos) - Mario Monti, neosenatore a vita, in serata è salito al Quirnale per un incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il colloquio è durato circa due ore. Il nome dell'ex commissario europeo, per usare le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è quello "più gettonato" per la guida di un governo di unità nazionale. A giudizio di Fini Monti risulta ora la personalità più giusta per affrontare la crisi ("L'Italia ha bisogno di un governo diretto da una personalità conosciuta a livello internazionale, credibile e capace di affrontare e prendere di peso i problemi dell'economia", ha detto). Contrario invece il presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che, nel corso del suo intervento alla 'Telefonata' su Canale 5, ha chiarito: che sia Mario Monti o qualcun altro a guidarlo "l'Idv non sosterrà un governo tecnico". L'idea di un governo tecnico non piace neanche alla Lega. ''Per noi non c'è altra alternativa che quella del ricorso alle urne. Se il presidente della Repubblica darà l'incarico di formare il governo a qualcuno che non fa parte della maggioranza che ha vinto le elezioni del 2008, la Lega non lo sosterrà e starà all'opposizione'', ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa al Viminale aggiungendo che sì la Lega "voterà a favore del maxi emendamento al ddl stabilità" ma "sarà l'ultimo atto di questo governo e di questa maggioranza''. Parole che in serata conferma anche il leader della Lega Umberto Bossi: "Noi restiamo fuori (dall'eventuale nuovo governo, ndr) perché dal di fuori si può controllare meglio". E poi, ha osservato il Senatùr , "non c'è un programma né un progetto". Non è che "abbiamo fatto un programma e ci sono le elezioni, qui non c'è un programma comune. Ammettiamo che si toccano le pensioni o altre cose, non è che noi possiamo dare la fiducia a priori". E se si va al voto, la Lega sarà con il Pdl? "Le elezioni ora sono lontane", ha risposto Bossi. Berlusconi, da parte sua, avrebbe chiesto allo stato maggiore del Pdl riunito oggi a palazzo Grazioli di ragionare sull'ipotesi di un governo Monti di responsabilità nazionale, tenendo conto innanzitutto del grave momento di difficoltà economica e dell'esigenza di preservare soprattutto gli interessi del Paese. Ma non tutti i pidiellini sono d'accordo anche se poi arriva la rassicurazione di Angelino Alfano secondo il quale presto si arriverà ad una "sintesi" delle diverse posizioni all'interno del Popolo della Libertà. "Noi non siamo spaccati, stiamo discutendo e siamo fermi oggi alla decisione che ha assunto il nostro ufficio di presidenza la scorsa settimana", ovvero quella favorevole ad elezioni anticipate, ha sottolineato il segretario del Pdl al termine della riunione svoltasi nella residenza romana del premier. E dopo l'avvio delle consultazioni di Napolitano sarà nuovamente un ufficio di presidenza del Pdl a stabilire la posizione del partito. E' stato deciso "che dopo questo governo ci sarebbero state le elezioni, per cui noi siamo fermi a quella posizione, ma non intendiamo sovrapporre la nostra voce a ciò che il Presidente della Repubblica intenderà fare da quando aprirà le consultazioni''. A favore dell'esecutivo Monti il Pd. Data la situazione di "gravissima debolezza del Paese, e la difficoltà di compiti che non sono di breve lena, mi auguro che un governo" a guida Mario Monti "duri tutto il tempo necessario, fino alla fine della legislatura, per realizzare le riforme economiche e fare una nuova legge elettorale", ha detto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, al termine della riunione del gruppo al Senato. Per Pier Ferdinando Casini un governo guidato da Monti non sarebbe "l'abdicazione della politica, ma è l'ultima possibilità che ha la politica di salvare se stessa e di non essere segnata con il marchio dell'infamia". L'ok all'esecutivo Monti arriva anche da Confindustria. ''Il Paese è in difficoltà, serve un governo che abbia la più ampia maggioranza possibile per fare le riforme chieste dalla Ue. Una campagna elettorale di alcuni mesi sarebbe negativa. Serve approvare subito il ddl stabilità e la nascita di un governo di 'emergenza nazionale' per fare le riforme'', ha detto la presidente Emma Marcegaglia sottolineando che gli industriali sono favorevoli a un governo tecnico guidato da Mario Monti. D'accordo anche Luca Cordero di Montezemolo: Monti "sarebbe l'unica soluzione in grado di portar fuori l'Italia dal precipizio e costruire le premesse per il rilancio del paese''.