Roma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - "Vediamo...". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivando al Senato per partecipare alla riunione con i senatori del Pdl risponde ai giornalisti che gli domandano se sosterrà un esecutivo di larghe intese. Intanto, un piccolo gruppo di persone davanti a palazzo Madama, vedendolo, gli ha gridato: "Vai a casa". Durante la riunione con i senatori del Pdl, Berlusconi avrebbe detto che andare al voto sarebbe la scelta più limpida ma dobbiamo fare i conti con la speculazione. Non possiamo permetterci, vista la situazione dei mercati finanziari, di restare in questa situazione in attesa del voto, avrebbe sottolineato il premier: sono preoccupato ma sereno perché ho fatto la mia parte. Comunque, ha aggiunto, saranno gli organi del partito a decidere sul voto anticipato o l'appoggio al governo con Mario Monti. Spetterà quindi al ufficio di presidenza valutare le opzioni sul tavolo e, se proprio necessario, potremmo pensare di convocare la direzione nazionale, ha detto Berlusconi non nascondendo poi la delusione per le defezioni nel Pdl definite davvero incomprensibili. Che bisogna anteporre l'interesse del paese a quello di partito lo avrebbe detto anche oggi allo stato maggiore del Pdl riunito a palazzo Grazioli. E' un momento difficile, ora bisogna essere uniti e garantire il bene dell'Italia, mettiamo da parte tutto il resto, avrebbe detto Berlusconi ai pidiellini. Dopo le parole del premier, raccontano, è iniziato un dibattito franco con l'intervento di tutti i big del partito. Durante il confronto sarebbero emerse forti perplessità da ex azzurri ed ex An sul governo tecnico. Nulla di personale verso un autorevole personalità come Mario Monti, ma grandi dubbi sullo sbocco politico offerto da una soluzione di questo genere. Da qui la preferenza per il voto anticipato. Freddi sul tecnico, anche se con sfumature diverse, sarebbero stati Maurizio Sacconi, Paolo Romani, Gianfranco Rotondi, Altero Matteoli e Ignazio La Russa e Giorgia Meloni. Franco Frattini, riferiscono, sarebbe stato l'unico a schierarsi nettamente a favore di un governo Monti. Maria Stella Gelmini avrebbe chiesto a tutti unità e coesione per una scelta comune come suggerito dal premier. La decisione spetta al presidente del Consiglio, quindi aiutiamolo nella sue scelte. Al termine del dibattito il premier ha preso atto che non si è trovato un accordo rinviando ogni scelta decisiva a un ufficio di presidenza del Pdl.