Tornano i Draghi ribelli, protesta contro la crisi davanti al ministero dell'Economia
Roma, 11 nov. - (Adnkronos/Ign) - Sono circa un centinaio i manifestanti guidati dai Draghi ribelli che si sono radunati in via XX Settembre, a Roma, a pochi metri dal ministero dell'Economia per protestare contro la crisi economica. Insieme a loro anche gli occupanti del Teatro Valle. Tra gli striscioni esposti si legge "l'Italia è una Repubblica fondata sullo spread".
''Le forze dell'ordine stanno identificando tutti quelli che arrivano qui. Nonostante ci sia un Paese in mutande noi non possiamo manifestare - dicono al megafono - Ci negano anche uno spazio democratico di confronto. Siamo qui per festeggiare Berlusconi che va via ma anche per dire che non ci fidiamo del nuovo governo. Il 17 novembre scenderemo di nuovo in piazza''.
Ma quella di Roma non è l'unica protesta di oggi. A Milano indignati e studenti sono scesi in piazza "contro le banche"; "contro l'Europa di banchieri e affaristi, people of Europe rise up", come recita uno degli striscioni mostrati nel corso del corteo che per un paio di ore ha attraversato il centro della città. La cronologia della protesta parte da piazza Cordusio dove un gruppo di ragazzi ha fatto ingresso all'interno della filiale Unicredit e hanno inscenato un flash mob fingendo di studiare ai tavoli dell'istituto di credito. Un'improvvisazione durata una mancita di minuti, tanto quanto ci hanno messo le forze dell'ordine ad arrivare. Agenti e militari oggetto, poco più tardi, sono stati vittime di un lancio di pomodori da parte del corteo formato da studenti delle superiori.
Poi, un piccolo gruppo di studenti del Coordinamento dei Collettivi studenteschi ha fatto irruzione negli uffici del Parlamento europeo a Milano. Con sé avevano diverse banconotte facsimili di dollari con scritto 'Not our debt'. All'esterno della sede hanno dato simbolicamente fuoco al debito pubblico italiano, greco e irlandese, incendiando facsimili di titoli di Stato dei tre Paesi. Sull'asfalto con vernice colorata hanno tracciato le sagone delle "vittime delle politiche dell'austerithy".
In via Olona, invece, si sono registrati alcuni momenti di tensione quando il gruppo di testa del corteo studentesco è venuto a contatto con le forze dell'ordine. Spintoni e qualche colpo di manganello, infine, hanno fatto desistere i manifestanti dalla voglia di modificare il tragitto concordato.
Indignati anche a Firenze. Da stamattina circa 200 persone sono scese in piazza Santissima Annunziata, decise ad accamparsi con tende e sacchi a pelo, come a Madrid e New York. I manifestanti hanno riempito la piazza di sedie, tappeti e tende, per iniziare a discutere di temi come il lavoro, il precariato e la crisi economica. ''Siamo pronti a rimanere per giorni, anche per settimane", spiegano gli indignados fiorentini, per la maggiorparte giovani, anche se non mancano persone di mezza età.
A Fiesole (Firenze) gli studenti e i ricercatori 'indignati' contestano il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Slogan contro la mancanza di democrazia dell'Ue e contro le misure di austerità in campo economico hanno interrotto il discorso di Van Rompuy all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto Universitario Europeo.
A Bologna è partito anche il corteo degli 'indignati' che si è riunito questo pomeriggio intorno alle 16 sotto le Due Torri a Bologna. Il gruppo, composto da circa 300 persone, si è mosso lentamente verso via Zamboni scandendo slogan contro la crisi, la finanza e ribadendo "noi il debito non lo paghiamo". Cuore del corteo di cui fanno parte i collettivi riuniti nel gruppo 'Time out', ma anche studenti medi, universitari, ricercatori, precari, lavoratori e comitati per l'acqua pubblica e contro il People Mover, è la statua feticcio della 'santa insolvenza'.
