Roma, 11 nov. - (Adnkronos) - "Totale discontinuità": questo il criterio che deve essere alla base della formazione del nuovo governo, secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, intervenuto a 'La Telefonata' di Belpietro. "Non perché - spiega - noi abbiamo esigenze particolari ma perché l'Italia e il mondo abbiano il segno che si riparte. E' inutile indebolire un'esperienza di questo genere perché questo o quello devono rimanere". "Nella sua autonomia - prosegue Bersani - il presidente incaricato farà una squadra che secondo me deve apparire compatta, stretta e nuova. Credo che debba esserci un governo che abbia un suo forte profilo tecnico, senza escludere ovviamente la politica, perché la politica ha il suo da fare, se si parla, ad esempio di riforma della legge elettorale". La politica, dunque, "può anche partecipare all'esecutivo ma con profili e presenze che abbiamo carattere di novità, di servizio, di esperienza, di rapporti con la società civile. Ma non tocca a me decidere. Dobbiamo fare una buona cosa per l'Italia, non possiamo metterci dentro egoismi di parte o di persone in questo momento. Se la politica non ha capito questo - conclude Bersani - vuol dire che non ha capito nulla". In ogni caso, il totoministri di queste ore "è destituito di ogni fondamento, perché, come si dice, siamo ancora a caro amico. Se sarà Monti il presidente incaricato, i ministri li sceglierà lui. Noi proponiamo il criterio della totale discontinuità" Bersani replica poi al leader di Sel Nichi Vendola che ha sottolineato come il nuovo esecutivo debba fare la patrimoniale e durare poche settimane: "Difficile dire quanto dura una tempesta. Non farei adesso questioni di tempo, bisogna vedere la visione del governo e come riesce a rispondere ai problemi". Rivolto all'Idv, Bersani poi dice: "Ci sono passaggi dove ognuno si prende le proprie responsabilità. Spero e ritengo che Di Pietro e l'Idv possano ripensarci. In ogni caso, prima viene l'Italia, poi le alleanze". Da parte sua il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro apre all'ipotesi Monti. ''A Monti come persona ed economista do e darò tutto l'appoggio possibile di un partito vero che vuole che faccia le riforme e ridia credibilità alle istituzioni'', dice Di Pietro. Rispondendo a una domanda dei giornalisti, l'ex magistrato precisa di non poter ''dare la fiducia al buio prima di conoscere chi sono i componenti del governo e della coalizione che l'appoggia e il programma. Mi pare che sia una cosa ovvia in democrazia'', aggiunge. ''Se è vero, come è vero, che i mercati non possono aspettare - afferma Di Pietro - Monti potrà fare quegli interventi di urgenza che però vogliamo sapere nel merito quali sono e non devono essere macelleria sociale''. Allo stesso tempo ''ci deve essere chiarezza sui tempi entro cui andare alle elezioni con una nuova legge elettorale. Riteniamo fondamentale costruire un'alternativa di governo più solidale e che tenga conto delle fasce sociali più deboli e per questa ragione Pd, Idv e Sel a Vasto avevano fatto un passo che noi intendiamo mantenere e rilanciare''.