Disattesi gli accordi del piano di pace, Damasco sospesa dalla Lega Araba
Il Cairo, 12 nov. - (Adnkronos/Aki/Ign) - La membership della Siria in seno alla Lega Araba è stata "sospesa". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri del Qatar, Hamad bin Jassim al Thani, nel corso di una conferenza stampa al Cairo.
La sospensione è stata votata quasi all'unanimità dall'organizzazione che ha sede al Cairo. L'unico voto contrario è stato quello dello Yemen, mentre Libano e Iraq si sono astenuti.
Secondo il capo della diplomazia di Doha, la sospensione della Siria andrà avanti finché le autorità di Damasco non metteranno in pratica l'accordo di pace proposto dalla Lega Araba lo scorso 2 novemebre.
La Lega Araba ha quindi invitato i Paesi membri dell'organizzazione a "ritirare i propri ambasciatori da Damasco". Al-Thani ha invitato l'esercito siriano "a non partecipare alla strage dei civili" e ha minacciato "nuove sanzioni politiche ed economiche" contro Damasco, senza tuttavia specificarne il contenuto. Il capo della diplomazia di Doha ha quindi dichiarato che la Lega Araba "potrebbe riconoscere il Consiglio nazionale siriano", un organismo che raccoglie diverse forze di opposizione, nel caso Damasco non dia seguito al piano di pace arabo. La richiesta di congelare la membership siriana era stata avanzata ieri proprio dal presidente del Cns Burhan Ghalioun invitando la Lega Araba ad adottare "un atteggiamento più responsabile".
L'organizzazione pan-araba nei giorni scorsi aveva minacciato "provvedimenti" se il piano di pace arabo, a cui Damasco aveva dato via libera lo scorso 2 novembre, fosse stato disatteso. Il piano prevede la fine delle violenze, il ritiro delle forze di sicurezza dalle città, la liberazione delle persone arrestate da metà marzo, l'avvio del dialogo tra il governo e le opposizioni, l'arrivo in Siria di osservatori della Lega Araba e l'apertura del Paese ai media internazionali.
In Siria ieri è stato un ennesimo venerdì di sangue. Secondo gli attivisti, almeno 18 civili sono stati uccisi dalle forze di sicurezza durante le proteste contro il presidente Bashar al-Assad.
