Roma, 13 nov. (Adnkronos/Ign) - Subito dopo l'approvazione della legge di stabilità, "come avevo annunciato, ho rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio. L'ho fatto per senso di responsabilità, per senso dello Stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco dalla speculazione finanziaria, senza essere mai sfiduciato dal Parlamento, dove possiamo contare tuttora sulla maggioranza assoluta". Lo ha detto il presidente del Consiglio dimissionario Silvio Berlusconi in un videomessaggio. "E' stato triste - afferma il Cavaliere - vedere che un gesto responsabile e, se permettete, generoso come le dimissioni, sia stato accolto con fischi ed insulti. Ma per le centinaia di manifestanti che erano in piazza, milioni di italiani sanno che abbiamo fatto in coscienza tutto il possibile per preservare le nostre famiglie e le nostre imprese dalla crisi globale che ha colpito tutti i Paesi avanzati. Ringrazio comunque gli italiani, grazie per l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci hanno permesso di raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo prefissi fin dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in campo". E "a quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle Istituzioni per rinnovare l'Italia". "Non mi attendo riconoscimenti - aggiunge - ma non mi arrenderò finché saremo riusciti a modernizzare l'Italia''. Il giorno "in cui annunciai la mia discesa in campo - dice Berlusconi - ha cambiato la storia dell'Italia. Al credo politico che pronunciai allora non sono mai, mai venuto meno. Fu e rimane una dichiarazione d'amore per l'Italia". "Non cambio una virgola di quelle parole - prosegue - quell'amore e quella passione sono immutati''. "I governi che prima duravano in media meno di un anno appartengono ormai al passato. Gli italiani conoscono adesso la stabilità e l'alternanza" ha proseguito Berlusconi, sottolineando poi: "E' chiaro a tutti che oggi non esiste un'alternativa politica rispetto al nostro governo che ha servito l'Italia col supporto della maggioranza espressa dal voto degli italiani. Al tempo stesso, nella libertà e responsabilità delle nostre decisioni e secondo il principio di delega parlamentare che è il cuore del processo democratico in Italia, siamo pronti a favorire gli sforzi del Presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da un largo consenso parlamentare". In una lettera inviata al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, il Cavaliere ha rivendicato ''con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia''. ''Alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana'', ha aggiunto poi puntando il dito contro la ''fronda'' della componente finiania che ha rappresentato il ''peccato originale'' che ha minato ''il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene''.