Roma, 15 nov. (Adnkronos) - La presenza o meno di Gianni Letta e Giuliano Amato nel governo è l'ultimo scoglio che è chiamato a superare il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti, prima dello scioglimento della riserva attesa per domani mattina. I tempi supplementari successivi alle consultazioni conclusesi nel tardo pomeriggio dovrebbero servire proprio a definire una volta per tutte il dilemma che ha animato la giornata e che probabilmente sarà chiarito proprio al momento di comporre definitivamente la lista dei ministri. Per ora si assiste ad un continuo rincorrersi di voci, tra aperture e chiusure che arrivano dai partiti, in particolare dai due principali. Il Pdl insiste per la permanenza nel governo del sottosegretario uscente alla Presidenza del Consiglio, ponendolo come condizione anche per il sì ad Amato. "Se posso dare un consiglio spassionato al presidente del Consiglio incaricato, e so che lui lo condivide, non mi priverei mai di una personalità con il senso delle istituzioni, la serietà e la conoscenza dei problemi come Gianni Letta", afferma il segretario Angelino Alfano, aggiungendo che "non avremmo nessuna obiezione" alla contestuale presenza del 'dottor Sottile'. In ogni caso, se alla fine il nodo verrà sciolto con la presenza di entrambi nel governo, andranno comunque considerati come tecnici e non come espressione di Pdl e Pd. In questo senso si sono espressi esponenti Democratici, che appunto non considerano quella di Amato una loro candidatura, mentre Rosy Bindi spiega il no a Letta con la necessità di garantire "discontinuità" rispetto al precedente esecutivo. Se l'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dovesse rimanere a Palazzo Chigi, il suo ruolo sarebbe quello di vicepresidente del Consiglio, mentre come suo successore salgono le quotazioni di Antonio Catricalà, sempre in corsa anche per le Infrastrutture insieme a Carlo Secchi. Per Amato invece la destinazione indicata resta il ministero degli Esteri, dove secondo alcune fonti potrebbe approdare anche senza una presenza di Letta nell'esecutivo. In alternativa per la Farnesina restano in corsa Giampiero Massolo e gli ambasciatori Ferdinando Salleo e Gianni Castellaneta. Anna Maria Cancellieri sembra non avere concorrenti per la carica di ministro dell'Interno, mentre la novità dell'ultim'ora è rappresentata da Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, indicato per lo Sviluppo economico Confermata anche l'ipotesi che Monti mantenga l'interim dell'Economia, con la nomina di due vice di peso, vale a dire il rettore della Bocconi Guido Tabellini e l'attuale direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. Stabili le quotazioni di Andrea Riccardi ai Beni culturali; Lorenzo Ornaghi all'Istruzione; Carlo Dell'Aringa al Welfare; Rolando Mosca Moschini alla Difesa; Corrado Clini all'Ambiente. Per la Giustizia si parla sempre di Cesare Mirabelli e Paolo Alberto Capotosti ma anche del presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, sulla quale in serata il Pdl, in una nota, ha escluso che ci siano veti da parte loro.