Berlusconi: collaborazione leale, con Monti siamo in buone mani
Roma, 16 nov. (Adnkronos) - Applausi, strette di mano e sorrisi. Silvio Berlusconi ha passato la campanella, quella che suona a inizio e fine del Consiglio dei ministri, a Mario Monti. "Auguri e in bocca al lupo", ha detto il premier uscente a quello che ha appena giurato al Quirinale. La scampanellata del nuovo presidente del Consiglio è stata sottolineata da un lungo applauso.
Dopo la cerimonia del passaggio di consegne a palazzo Chigi, Berlusconi è rientrato a palazzo Grazioli per presiedere l'ufficio di presidenza del Pdl. Con il nuovo premier Mario Monti siamo in buone mani, sarebbe stato uno dei passaggi dell'intervento del Cavaliere nel corso dell'ufficio di presidenza. Quello che il partito dovrà tenere nei confronti del nuovo governo, avrebbe chiesto, è un atteggiamento di lealtà e collaborazione. E per una costante valutazione della situazione politica, l'ex premier avrebbe anche espresso la volontà di convocare l'ufficio di presidenza almeno una volta a settimana.
Nella residenza romana del premier si sono recati il segretario del Pdl Angelino Alfano, Mariastella Gelmini, Gianfranco Rotondi, Altero Matteoli, Carlo Giovanardi, Antonio Martino, Nitto Francesco Palma, Renato Brunetta; E ancora, Daniela Santanchè e Guido Crosetto; Gaetano Quagliariello, Gianni Letta, Fabrizio Cicchitto; i coordinatori nazionali Sandro Bondi e Ignazio La Russa, il governatore del Lazio Renata Polverini. Anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Michela Vittoria Brambilla sono a palazzo Grazioli.
Berlusconi avrebbe inoltre assicurato che lui tornerà in campo a occuparsi del partito con la determinazione e il piglio dell'imprenditore. E secondo quanto si apprende avrebbe anche invitato i suoi a mantenere "buoni rapporti di alleanza e di vicinato" con la Lega.
E' stata dunque una riunione segnata dalla volontà di tenere ben salda la rotta del Pdl in questa fase di insediamento del nuovo governo, con la precisa intenzione di seguire passo dopo passo le scelte che Monti e la sua squadra faranno. A palazzo Grazioli Berlusconi avrebbe ipotizzato un vero e proprio 'monitoraggio' delle mosse dell'esecutivo. Una verifica sulla base delle competenze dei singoli ministri di quello che è stato il suo esecutivo.
Dalla riunione emerge poi un piccolo mistero su Giulio Tremonti. Guido Crosetto ha lasciato addirittura Palazzo Grazioli in polemica con l'ex ministro dell'Economia, mentre Antonio Martino (intenzionato, a quanto si apprende, a non dare la fiducia a Monti) avrebbe espresso esplicitamente il suo dissenso. Ma Gianni Alemanno getta acqua sul fuoco: "Non ho notato un clima nervoso''. E Claudio Scajola taglia corto: ''Tremonti è stato poco e non ha nemmeno parlato''. Qualcuno poi torna a sollevare l'ipotesi di una manifestazione di piazza dei militanti Pdl ma è una questione sospesa, se ancora il sindaco di Roma afferma che non ci sarebbe un calendario preciso.
