Roma, 19 nov. (Adnkronos) - ''Il potere, qualunque sia, acceca con facilità, soprattutto quando sono in gioco interessi privati, familiari, etnici o religiosi'' e ''non è facile vivere la condizione di servitore, restare integri in mezzo alle correnti di opinione e agli interessi potenti''. Lo ha detto il Papa, in questi giorni in visita in Benin, nel corso del suo incontro con i membri del governo, i rappresentanti delle istituzioni, il corpo diplomatico ed gli esponenti delle principali religioni nel palazzo presidenziale di Cotonou. Benedetto XVI ha rivolto ''un appello a tutti i responsabili politici ed economici dei Paesi africani e del resto del mondo. Non private i vostri popoli della speranza! Non amputate il loro futuro mutilando il loro presente! Abbiate un approccio etico con il coraggio delle vostre responsabilità e, se siete credenti, pregate Dio di concedervi la sapienza. Questa sapienza vi farà comprendere che, in quanto promotori del futuro dei vostri popoli, occorre diventare veri servitori della speranza''. ''In questo momento -ha detto il Papa- ci sono troppi scandali e ingiustizie, troppa corruzione ed avidità, troppo disprezzo e troppe menzogne, troppe violenze che portano alla miseria ed alla morte. Questi mali affliggono certamente il vostro Continente, ma ugualmente il resto del mondo. Ogni popolo vuole comprendere le scelte politiche ed economiche che vengono fatte a suo nome. Egli si accorge della manipolazione, e la sua reazione è a volte violenta. Vuole partecipare al buon governo. Sappiamo che nessun regime politico umano è l'ideale, che nessuna scelta economica è neutra. Ma essi devono sempre servire il bene comune''. Il Pontefice ha quindi esortato gli africani ad avere ''fiducia''. ''Quando dico che l'Africa è il continente della speranza, non faccio della facile retorica, ma esprimo molto semplicemente una convinzione personale, che è anche quella della Chiesa. Troppo spesso il nostro spirito si ferma a pregiudizi o ad immagini che danno della realtà africana una visione negativa, frutto di un'analisi pessimista''.