Roma, 24 nov. (Adnkronos) - A Roma "c'è il rischio che entrino in contatto bande territoriali e grande criminalità". A pensarla così è il sindaco Gianni Alemanno, che dopo l'incontro con il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri aggiunge: "Se avviene questo contatto avremo un problema di una criminalità di stampo mafioso a Roma". Dal canto suo il ministro Cancellieri ha assicurato "più uomini, più mezzi, più controllo del territorio". "Ho trovato un ministro molto attento e sollecito e il suo cuore batte forte per Roma", ha detto Alemanno aggiungendo: "Mi ha dato massima disponibilità e attenzione per affrontare tutte le difficoltà sulla sicurezza. Il ministro mi ha garantito una mobilitazione al fianco del Comune, della Prefettura e della Questura per garantire massima reattività rispetto alla criminalità organizzata". Ed "entro dieci giorni ci dovrebbe essere la firma del terzo patto per Roma sicura, opportunamente rivisto", ha sottolineato il primo cittadino. "Le bande territoriali hanno un contatto indiretto con la grande criminalità organizzata che gli fornisce la droga - ha spiegato ancora Alemanno - Ora c'è il rischio che entrino in contatto e che le bande territoriali cerchino una legittimazione come avvenne per la banda della Magliana". "Se avviene questo - ha ribadito Alemanno - avremo il problema di una criminalita' di stampo mafioso a Roma". "Il punto è -ha spiegato - che secondo il prefetto siamo di fronte a una guerra tra bande che si contendono lo spaccio della droga. Io temo che questa guerra non sia fisiologica ma ci sia qualcosa di più nel senso di una volontà di affermarsi sul territorio e di creare un contatto stabile con la criminalità organizzata che ha già comprato pezzi di economia romana e che finora si è limitata a investire". C'è poi da un altro elemento, "la questione del pizzo. Ci sono segnali sulla presenza del pizzo in alcune zone di Roma ma mancano denunce specifiche". "Bisogna capire se c'è il rischio reale di un racket territoriale su Roma. Tutti questi filoni - ha aggiunto il sindaco - devono essere verificati con la massima reattività". "Ho lanciato un allarme forte per quanto riguarda la criminalità organizzata - ha spiegato Alemanno - perché preferisco alzare i toni e avere una reattività adeguata piuttosto che minimizzare il fenomeno e avere qualche sorpresa". ''Oggi anche il sindaco Alemanno si accorge che Roma negli ultimi anni è diventata territorio di ogni tipo di mafia. Era ora. Da almeno tre anni denunciavamo il fenomeno. Alemanno, però, per evitare di mettere in cattiva luce il governo Berlusconi e il ministro leghista Maroni, fino ad oggi aveva sempre minimizzato la questione", ha dichiarato in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma. "Solo adesso, con un nuovo governo, si è messo a far baccano - aggiunge - Alemanno ha una grande responsabilità: se avesse denunciato con forza le infiltrazioni mafiose da subito, fregandosene degli equilibri interni del governo Berlusconi e della sua carriera nazionale, ora sicuramente questo fenomeno sarebbe stato già combattuto". "Invece il sindaco ha preferito tacere e mentire per anni ai romani - conclude - E questi sono i risultati: la Capitale d'Italia è la città con il record italiano di omicidi''. Invita Alemanno a "lanciare un tavolo di confronto trasversale che comprenda tutte le forze politiche presenti a vario titolo sul territorio della capitale" il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica che sottolinea: "La sicurezza deve essere una materia trasversale ognuno dia il proprio contributo, apriamo una fase di confronto e dialogo fra tutti i partiti presenti nei territori laziali e romani".