Visco: "Salari dei giovani fermi a decenni fa Riequilibrare i conti per tornare a crescere"
Roma, 25 nov. (Adnkronos/Ign) - "Per un riequilibrio strutturale e duraturo è necessario che il Paese torni a crescere''. Lo afferma il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, del congresso dell'Aimmf, Associazione italiana dei magistrati per i monirenni e per la famiglia, a Catania, per il quale "gli interventi adottati dall'estate miglioravano i conti pubblici ma non erano sufficienti".
"Non ci si può illudere che interventi di natura macroeconomica siano in grado di ovviare ale carenze del Paese" afferma il Governatore aggiungendo che solo "intaccando le nostre debolezze strutturali si può rigenerare l'economia" che va resa più inclusiva, "innalzando la partecipazione al lavoro, dei giovani e delle donne in primo luogo, eliminando le barriere che si frappongono inutilmente all'attività produttiva, così come le barriere che legano i destini delle persone alla loro origine familiare".
Secondo Visco "innalzare il potenziale di crescita richiede interventi ad ampio spettro tra questi, una riforma degli istituti di governo dell'economia per stimolare l'attività d'impresa e l'inserimento durevole nel mondo del lavoro, soprattutto delle donne e dei giovani". Proprio per questi ultimi, denuncia ''i salari di ingresso nel mercato del lavoro sono oggi in termini reali su livelli pari a quelli di alcuni decenni fa''. I giovani ''che si affacciano oggi sul mercato del lavoro -spiega- sembrano esclusi dai benefici della crescita del reddito occorsa negli ultimi decenni''.
Il Governatore ricorda che le principali aree di intervento "sono note da tempo: più concorrenza, in particolare nei settori dei servizi protetti; un più ampio accesso al capitale di rischio, soprattutto per le imprese innovative; una regolamentazione del mercato del lavoro e un sistema di protezione sociale che, agendo congiuntamente, favoriscano la riallocazione delle risorse umane verso gli impieghi più produttivi una giustizia civile più efficiente". Il Governatore guarda, in particolare, agli "assetti della contrattazione più decentrati e flessibili" che "possono consentire che remunerazione e organizzazione del lavoro siano meglio calibrati sulle concrete condizioni produttive". E, sostiene ancora Visco, "un'attenzione particolare va rivolta al Mezzogiorno, dove le lacune strutturali sono più gravi''.
"Vi è però un ulteriore punto -aggiunge- almeno importante quanto i precedenti: l'aumento della dotazione di capitale umano del nostro paese''. In questo contesto "l'investimento nei giovani, nell'istruzione, nella formazione è molto importante. La scuola e l'università -ha osservato il governatore della Banca d'Italia- sono fattori fondamentali. Il nuovo orizzonte che è segnato dal cambiamento tecnologico straordinario, dei mercati e delle economie, richiede una risposta nuova ed in questo, ribadisco, il capitale umano e l'istruzione sono un elemento su cui puntare".
Infine Visco ricorda che "il nostro paese, come altri in Europa e nel mondo, sta attraversando un periodo molto difficile. I problemi economici che ci riguardano sono solo in parte, però, la conseguenza della grande recessione mondiale. Hanno origini lontane, affondano le radici nei caratteri strutturali della nostra economia; i problemi finanziari di oggi risentono delle politiche di bilancio pubblico seguite in anni passati". Ma se prima ''anche con poca o nessuna crescita, i bassi tassi di interesse e gli interventi volti a riequilibrare le finanze pubbliche consentivano di sostenere l'onere del servizio di un elevato stock di debito pubblico" ora, conclude il Governatore, "l'acuita tensione sui mercati finanziari negli ultimi mesi ha reso precario questo equilibrio, alimentando i dubbi degli operatori".
