Elezioni in Egitto, via al dopo Mubarak. Lunghe file davanti ai seggi al Cairo
Il Cairo, 28 nov. (Aki) - E' iniziato il dopo Mubarak in Egitto. Stamani alle 8 ora locale (le 7 in Italia) si sono aperti i seggi per le prime storiche elezioni parlamentari dopo oltre sette mesi dalla caduta dell'ex rais. Circa 45 milioni di elettori sono chiamati ad eleggere i 508 nuovi deputati della Camera bassa egiziana, in quella che appare essere una lunga maratona elettorale.
Il voto, infatti, è stato diviso in tre fasi, l'ultima delle quali si svolgerà a inizio gennaio. Oggi si voterà in 9 dei 27 governatorati egiziani, inclusi quelli del Cairo e di Alessandria. Dopo il voto per la Camera bassa sarà il momento del consiglio della Shura, le cui consultazioni si terranno dal 29 gennaio al 4 marzo. A giugno, invece, verrà eletto il nuovo presidente.
Lunghe file si registrano davanti ai seggi al Cairo. Secondo quanto ha riferito l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', davanti ad alcuni seggi ci sono file di elettori che attendono il loro turno per poter votare lunghe centinaia di metri. Un'alta affluenza alle urne si registra in queste ore anche ad Alessandria, nel nord del Paese.
A causa delle lunghe code che si registrano fuori dai seggi le autorità egiziane hanno deciso di chiudere alcune strade del Cairo e di Luxor. Lo riferisce l'inviato della tv araba 'al-Jazeera'. Intanto sono stati aperti in ritardo i seggi elettorali a Port Said, mentre alcuni candidati denunciano che i militanti dei Fratelli Musulmani proseguono la campagna elettorale nelle città dove si vota.
Ad Asyut quattro seggi elettorali sono stati chiusi questa mattina per motivi di sicurezza. Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya'. I seggi si trovano nel quartiere di al-Jidari e sono stati chiusi dopo una sparatoria avvenuta in zona. La polizia ha inviato rinforzi nell'area per garantire il regolare svolgimento del voto.
Le elezioni si svolgono in un momento di forte tensione in Egitto. Negli ultimi tempi i movimenti rivoluzionari sono tornati in piazza Tahrir, simbolo della rivolta contro Mubarak, per chiedere le dimissioni della giunta militare e il passaggio dei poteri ai civili.
Negli scontri con le forze di sicurezza, stando al bilancio ufficiale, sono morte 41 persone. Il capo della giunta militare, Hussein Tantawi, ieri ha parlato di "crocevia" rivolgendosi al processo elettorale. "O avremo successo - dal punto di vista politico, economico e sociale - o le conseguenze saranno estremamente gravi", ha affermato Tantawi.
Un attentato ha colpito questa mattina il gasdotto egiziano che attraversa la penisola del Sinai per rifornire Israele. Secondo quanto riferisce l'edizione online del quotidiano 'al-Quds al-Arabi', ignoti hanno fatto detonare un ordigno contro la condotta 20 chilometri ad ovest di al-Arish. Testimoni parlano di dense colonne di fumo sul luogo dell'esplosione. L'attentato è stato eseguito anche in questa occasione, la nona del 2011, da un gruppo di uomini a volto coperto, che all'alba hanno fatto saltare in aria l'ordigno, a sole 48 ore di distanza da un precedente attentato. Anche questa volta i sabotatori sono poi fuggiti in auto.
Intanto, la Farnesina ha confermato che i tre cittadini italiani fermati tra venerdì e sabato al Cairo sono stati rilasciati questa notte e sono stati accolti in una struttura italiana, dove ancora si trovano, in attesa di ripartire a breve per l'Italia.
