Bruxelles, 30 nov. - (Adnkronos/Ign) - La manovra sarà presentata in Cdm lunedì prossimo. La conferma arriva dal premier Mario Monti durante la conferenza stampa a Bruxelles. L'obiettivo è di mettere insieme "rigore, crescita ed equità". Ci saranno anche le riforme strutturali, assicura il premier su cui sottolinea di aver dato all'Ue "un grado di dettagli inferiore a quelli dati in Italia nelle presentazioni in Parlamento''. Ha così confermato l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Le riforme strutturali saranno ''disegnate in modo tale da avere effetti sulla riduzione del disavanzo pubblico nel breve termine''. Tra l'altro, i singoli partiti politici e le forze sociali hanno mostrato "aperture'' sui possibili interventi che il governo potrebbe mettere in campo. E questo, dice, è un aspetto ''positivo'' perché è vero che il governo è stato chiamato a ''fare cose che le ritualità tradizionali forse non hanno consentito di fare". Dunque, Monti fa osservare che l'approvazione del pacchetto di misure anticrisi il 5 dicembre prossimo segnerà un ''record di velocità e non di lentezza''. ''Pensiamo di agire rapidamente'', assicura. ''Mi dicono fonti autorevoli che una manovra finanziaria viene messa a punto in 5-6 settimane'', dice con una battuta al seguito: "il fatto di aver tagliato i capelli non credo rappresenti un allungamento dei tempi'' per il varo della manovra. Infine il monito: "Se l'Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende le conseguenze sarebbero molto gravi", avverte Monti. Che alla domnda se l'Italia ha chiesto aiuto al Fondo Monetario Internazionale, risponde che "non è stato preso in considerazione". "E' un interesse nazionale" per l'Italia il rispetto dei vincoli Ue. Ed ''è importante per l'Italia stare accanto a Germania e Francia, essendo la terza economia nella zona euro, ma lo vogliamo fare mantenendo il più fecondo rapporto possibile con l'Ue, con il metodo comunitario'', puntualizza. Anche per questo, "ho esortato i miei colleghi ad avere un linguaggio franco e aperto sull'Europa, che non ha bisogno - aggiunge - di essere imbrattata sul piano della comunicazione da politici nazionali che trovano comodo dare la responsabilità ad altri''. Il vertice tra i leader europei dell'8-9 dicembre "sarà fondamentale", afferma poi il premier. "Ciò che sarà deciso o non deciso avrà il verdetto dei mercati" ma questi "non vanno presi come divinità" bensì "rappresentano la percezione collettiva su quello che fanno i singoli paesi''. Monti ha parlato anche di eurobond. Intervenendo, nella sua veste di ministro dell'Economia, al dibattito pubblico dell'Ecofin dedicato al rafforzamento della governance economica, Monti ha spiegato che sugli stability bond crede "che dobbiamo esaminare tutti gli elementi: senza entrare ora in discussioni specifiche, sottolineo la necessità di esaminare questo argomento con mente aperta". Al suo arrivo all'Ecofin il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, ha avvertito: "Stiamo entrando in un periodo critico di dieci giorni per completare e concludere la risposta europea alla crisi" ed è quindi necessario "continuare a lavorare su due fronti". Da un lato, secondo Rehn, "dobbiamo assicurarci di avere firewall finanziari necessariamente credibili per contenere le turbolenze finanziarie e, allo stesso tempo, dobbiamo rafforzare ulteriormente la governance economica". Secondo il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy la crisi del debito sovrano nell'eurozona è ormai sistemica e, per risolverla, serve una risposta sistemica. "Le difficoltà sono diventate sistemiche. Stiamo assistendo ad una devastante crisi di fiducia", ha detto Van Rompuy durante un incontro con i rappresentanti permanenti dei 27 all'Unione Europea, osservando che per alcuni "potrebbe essere colpa dell'irrazionalità dei mercati". "Ma è un fatto - ha scandito - e abbiamo bisogno di affrontarla". "Oggi - ha continuato il presidente del Consiglio europeo - stiamo arrivando al nocciolo della questione ed è questo: la crisi sistemica necessita di una risposta sistemica". Per Van Rompuy questo significa che "abbiamo bisogno di un passo avanti significativo verso una vera unione economica adeguata alla nostra unione monetaria". Passo avanti che, ha detto ancora, richiederà sacrifici da parte dei Paesi membri. Ma cosa prevedono i "dieci giorni critici" di cui ha parlato Rehn? Vediamo il calendario a cominciare da oggi. - oggi: A Bruxelles i ministri delle Finanze dei 27 parlano della ricapitalizzazione delle banche e della necessità di assicurare liquidità agli istituti di credito. - giovedì: In serata, a Tolone, il presidente francese Nicolas Sarkozy pronuncerà un atteso discorso per spiegare come intende portare il suo Paese e l'eurozona fuori dalla crisi. - venerdì: Sarkozy ospita a Parigi il premier britannico David Cameron. Il presidente francese cercherà di rassicurarlo sul fatto che i nuovi provvedimenti che l'eurozona deciderà per rafforzare la governance economica non avranno conseguenze negative sui 10 Paesi membri dell'Ue fuori dall'area euro. - 5 dicembre: il premier italiano Mario Monti presenterà le nuove misure per ridurre il deficit con l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 e per rilanciare la crescita, anche secondo le indicazioni contenute nel rapporto sull'Italia che Rehn ha presentato ieri sera all'Eurogruppo. - 7 dicembre: il Parlamento greco dovrebbe approvare il bilancio per il 2012, mentre Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che stanno lavorando ad una serie di proposte per la modifica dei Trattati, si ritroveranno a Marsiglia per un vertice dei leader del Ppe. - 8-9 dicembre: a Francoforte l'8 si riunisce il Consiglio direttivo della Bce, mentre in serata il vertice Ue a Bruxelles inizierà con una cena dei leader dei 27. Il summit si concluderà il giorno successivo.