Bruxelles, 1 dic. (Adnkronos/Aki/Ign) - "La disponibilità mia c'è e quella del presidente del Consiglio mi sembra ci sia tutta" a dialogare con le parti sociali sulla riforma delle pensioni. Lo ha affermato il ministro del Lavoro Elsa Fornero a margine del Consiglio Ue affari sociali rispondendo così a distanza all'appello del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. ''E' molto grave che non ci sia alcun confronto'' in merito agli interventi che il governo intende adottare sulle pensioni, perché il confronto ''serve a trovare soluzioni eque'', ha dichiarato questa mattina Bonanni durante la 'Telefonata' di Belpietro. Da qui l'appello a Monti: ''farebbe bene a convocare le parti sociali e non si faccia convincere da chi non ci vuole convocare''. Parlando da Bruxelles il ministro del Welfare ha affermato che la riforma delle pensioni sarà annunciata "verosimilmente entro pochi giorni". Sarà una riforma "incisiva ma che rispetta il criterio di equità tra le generazioni". Perché "abbiamo ben chiari i difetti del nostro mercato del lavoro, il suo dualismo e i principi di flexicurity che dovrebbero ispirare la riforma," ha spiegato il ministro ai suoi colleghi dell'Ue durante il dibattito pubblico del Consiglio. L'azione del governo sarà quindi centrata su rigore, crescita ed equità e il "rigore non è solo basato su una dimensione quantitativa, ma anche su una diversa cultura del rapporto tra individui e spesa pubblica". "Una delle misure" che sarà presentata lunedì al Cdm "sarà l'introduzione del metodo contributivo pro rata basato sull'uniformità di trattamento", ha aggiunto Fornero precisando che "andrà a regime progressivamente", ed è finalizzato ad "aiutare le persone a risparmiare durante la loro vita attiva". Inoltre, tra le misure ci sarà "forse l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento, per esempio dell'età pensionabile delle donne, che erano già stati adottati dal governo precedente". L'obiettivo delle nuove misure previdenziali che saranno adottate dal governo Monti, e che saranno dirette "a tutti", comporteranno sacrifici, ha spiegato il ministro, ma dovranno allo stesso tempo "rispettare l'equità sociale", per cui ci saranno "sacrifici maggiori per quei lavoratori che sono stati più fortunati". Quindi eccezioni saranno pensate "non per dare di più a chi è già più ricco, ma a chi non ce l'ha fatta", ovvero, ha sottolineato il ministro, "eccezioni verso il basso e non verso l'alto come invece noi abbiamo avuto per troppo tempo". Resta comunque l'altolà dei sindacati. Che non condividono le nuove ipotesi in tema di riforma delle pensioni. Soprattutto quando si tratta di aumentare i contributi per andare in pensione sopra il limite dei 40 anni. Secondo Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, "è una misura palesemente ingiusta. I sindacati non possono essere d'accordo - ha proseguito - se si preannuncia il fatto che le persone che continuassero a lavorare dopo 40 anni di lavoro verserebbero contributi che non hanno alcun effetto sulla loro pensione, cioè praticamente pagherebbero contributi 'a vuoto', e non pochi perché in alcuni casi corrispondono ad un terzo del loro stipendio.'' ''Quindi - ha avvertito - come si fa a dire che questa soluzione è accettabile? E' palesemente ingiusta''. Per Angeletti invece ''bisogna ridurre le tasse sul lavoro: questa è la cosa più importante, che può consentire di aiutare la competitività delle imprese, aumentare i consumi ed evitare l'aumento della disoccupazione''.