Yangon, 2 dic. (Adnkronos/Dpa) - Aung San Suu Kyi saluta la politica di apertura al dialogo avviata dagli Stati Uniti con il Myanmar retto dalla giunta militare che l'ha tenuta agli arresti per 15 anni. "E' attraverso il dialogo che noi speriamo di promuovere il processo di democratizzazione", ha detto la leader dell'opposizione birmana al termine di un colloquio di due ore con il segretario di Stato Hillary Clinton che conclude oggi la sua storica visita in Myanmar. Il premio Nobel per la Pace ha poi lodato il presidente Barack Obama, premio Nobel a sua volta, per l'approccio "attento e calibrato" con il governo birmano che negli ultimi mesi ha avviato alcune riforme. In ogni caso, Suu Kyi ha sottolineato come il cammino da percorrere verso la democrazia sia ancora lungo: "due delle principali necessità di questo paese sono l'affermazione dello stato di diritto e la fine della guerra civile", ha detto sottolineando, insieme alla Clinton, ha necessita' di liberare tutti i prigionieri politici. Anche la Clinton, che ieri dopo i colloqui con le autorità birmane aveva espresso la disponibilità di Washington a maggiori aperture sia per quanto riguarda i rapporti diplomatici che l'alleggerimento delle sanzioni, ha sottolineato la necessità di maggiori passi avanti: "la mia visita ha come obiettivo capire come procederà il cammino, e gli Stati Uniti vogliono essere partner con la Birmania", ha detto usando il nome del paese prima che venisse cambiato in Myanmar dai militari. "Se noi andiamo avanti insieme, sono fiduciosa nel fatto che non vi saranno retromarce nel cammino verso la democrazia - ha concluso Suu Kyi - non siamo ancora su quel cammino ma spero che vi saremo al più presto possibile".