Roma, 3 dic. (Adnkronos/Ign) - Le famiglie non rinunciano alle specialità enogastronomiche del Natale e l'81% degli italiani si appresta ad onorare le festività con una spesa quasi invariata rispetto a quella del 2010. Meglio tagliare su regali e viaggi, ma non toccare la vigilia e il cenone di Capodanno. Ad affermarlo è la Cia, in base alle rilevazioni compiute nei giorni scorsi sulle intenzioni d'acquisto degli italiani in vista delle vacanze natalizie. ''Più in dettaglio - spiega l'associazione - ogni famiglia sborserà in media 140 euro per imbandire le tavole del 24, 25 e 26 dicembre. Con una spesa complessiva stimata in 3,2 miliardi di euro. Vale a dire solo l'1 per cento in meno del 2010''. Per contro, ''le spese per i doni natalizi subiranno una flessione del 3,5 per cento rispetto all'anno scorso, mentre quelle per i viaggi diminuiranno fino al 7 per cento''. Nessuna ''spesa folle'' comunque. Lo spettro della recessione e il calo del potere d'acquisto rendono gli acquirenti più oculati. Insomma, sottolinea la Cia, sarà un Natale caratterizzato da ''prodotti e specialità enogastronomiche legate al territorio e alle tipicità regionali. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica verranno consumate con il contagocce''. Quanto ai doni natalizi, è corsa al regalo utile e così i prodotti enogastronomici battono l'hi-tech. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Coldiretti. Il cesto di prodotti alimentari tipici è in cima ai desideri del 52% degli intervistati. Segue, al secondo posto, l'abbigliamento con il 13%, poi libri e dvd col 12% e, fanalino di coda, le ultime novità della tecnologia informatica. L'orientamento delle preferenze, spiega l'associazione in una nota, dipende dall'"affermarsi di uno stile di vita attento a ridurre gli sprechi", nel contesto della crisi economica. Coldiretti spiega che "gli italiani acquisteranno prodotti tipici per un valore oltre 2 miliardi di euro proprio per effetto della tendenza verso i prodotti alimentari di qualità da regalare a se stessi o agli altri". ''La scelta del made in Italy nell'alimentare è giustificata - commenta l'associazione - dal fatto che sul territorio nazionale si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione, pari a oltre un milione di ettari. L'agroalimentare - conclude Coldiretti - può contare su 233 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea, senza contare le 4606 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 517 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica''.