Roma, 3 dic. (Adnkronos/Aki) - Giungono da più parti conferme sulla vittoria dei partiti islamisti nella prima tornata delle elezioni parlamentari che si è svolta il 28 e 29 novembre in Egitto. Sebbene manchi ancora l'ufficialità della commissione elettorale, che non ha ancora svelato i risultati come invece ci si attendeva, diversi media arabi ed egiziani concordano su una vittoria del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulmani, che con il 40% dei voti avrebbe doppiato il suo inseguitore più vicino, i salafiti di al-Nour. I risultati preliminari avrebbero fatto suonare qualcosa di più di un campanello d'allarme nella giunta militare al potere in Egitto, preoccupata che la 'marea islamica' metta a rischio la laicità dello Stato. Secondo, infatti, l'emittente 'al-Jazeera', i Fratelli Musulmani sarebbero circa al 40%, mentre al-Nour intorno al 20%. Il Blocco egiziano, formato da forze laiche, si fermerebbe al 15%. I due partiti islamisti, quindi, insieme avrebbero il 60% dei voti, con una netta maggioranza in parlamento. I dati forniti dall'emittente satellitare sono stati confermati in toto anche da Yousri Abdel Kareem, direttore dell'ufficio esecutivo dell'Alta Commissione per le elezioni, che alla 'Cnn' ha ribadito le percentuali dei partiti annunciati dalla tv di Doha, aggiungendo che al-Wasat, un'altra formazione islamica moderata, ha ottenuto il 6% dei voti. L'unica certezza, sulla base di quanto annunciato dalla commissione elettorale, è che la formazione dei Fratelli Musulmani è in testa nella città di Port Said, nel nord dell'Egitto, con il 32,5% dei consensi, seguita dai salafiti di al-Nour con il 20,7% dei voti e al-Wasat. Il partito liberale Wafd ha avuto solo il 14% dei consensi. Per l'ufficialità vera e propria dei dati nazionali bisognerà attendere l'annuncio della commissione elettorale, che ieri ha fornito solo il dato dell'affluenza (62%) senza rivelare i risultati dei singoli partiti. Ma i risultati preliminari e le dichiarazioni degli esponenti delle due formazioni islamiste, che nei giorni scorsi hanno annunciato di essere pronti a formare una coalizione di governo, sono bastati per mettere in allarme la giunta militare che guida l'Egitto dalla caduta dell'ex raìs Hosni Mubarak.