Carceri, l'appello di don Balducchi: "Serve amnistia, il sovraffollamento viola i diritti"
Citta' del Vaticano, 4 dic. (Adnkronos) - Il sovraffollamento nelle carceri italiane sta provocando gravi violazioni dei diritti fondamentali delle persone e della loro dignita', per questo l'amnistia, in questo momento, ''sarebbe un atto di giustizia''. E' quanto sottolinea all'Adnkronos don Virgilio Balducchi, che si appresta ad assumere, da 1 gennaio prossimo, l'incarico di Ispettore generale dei cappellani delle carceri al posto di don Giorgio Caniato.
Balducchi da oltre vent'anni opera nel carcere di Bergamo e conosce da vicino la realta' dei penitenziari italiani. ''L'amnistia - spiega - ora ha un senso perche' molte persone in carcere stanno subendo limitazioni dei diritti fondamentali, pensiamo alla salute, alla malattia mentale, al degrado della dignita' umana. Molti diritti vengono limitati, l'amnistia sarebbe un atto di giustizia''.
E tuttavia, osserva don Balducchi, ''la politica su questo discorso non e' disponibile. Se pero' questo governo riuscisse a far muovere la situazione a partire da quello che gia' ora si puo' fare, sarebbe molto. Se tutti i tossicodipendenti che chiedono di andare in comunita' potessero farlo, se i malati mentali fossero accolti in strutture adeguate e gli stranieri che vogliono andare a casa li si lasciasse andare, credo che si abbatterebbe la presenza nelle carceri del 20-30%''.
''Il punto - spiega ancora il sacerdote - e' che bisognerebbe depenalizzare i reati minori, quelli fino a tre anni. In questi casi, certo se la persona non e' pericolosa, la pena andrebbe scontata sul territorio. Servirebbe anche un codice penale nuovo'' .
Il Papa il prossimo 18 dicembre andra' ad incontrare i detenuti nel carcere romano di Rebibbia. ''Un bel gesto'' commenta don Balducchi, che poi spiega quale sia la situazione delle carceri: ''in carcere c'e' una realta' distrutta, un'umanita' che versa in condizioni disastrose, persa, con problemi sociali, tossicodipendenti, senza fissa dimora, malati mentali''.
''E' un'umanita' - prosegue - gia' di per se' molto debole e abbastanza sfasciata che non dovrebbe trovarsi in carcere per essere curata dal punto di vista sociale. Bisogna evitare di continuare a fare leggi che favoriscono la carcerazione, come quella sull'immigrazione, con il reato d'immigrazione clandestina, o la cosiddetta 'recidiva'. Non si puo' mettere in carcere qualcuno solo perche' si trova sul nostro territorio e non riesce ad arrabattarsi per venirne fuori''.
''In realta' - afferma ancora il sacerdote che presto assumera' l'incarico di ispettore generale dei cappellani delle carceri - abbiamo una legislazione buona, ma i tagli sociali di questi anni hanno colpito anche il mondo dei detenuti e delle comunita' di accoglienza. Poi c'e' un problema culturale, perche' la gente rischia di non capire questi discorsi. Uno sbaglia, deve pagare. Il punto e' come possa riparare a quest'errore''.
Esiste poi un' altra questione particolarmente delicata: ''c'e' il tema dei manicomi criminali - afferma don Balducchi - qui la condizione e' piu' disastrosa che nelle altri carceri. I detenuti si trovano in condizioni da brivido. Molti di loro rimangono dentro non perche' pericolosi ma perche' non ci sono strutture pronte ad accoglierli comunita' per curarli, cosi' si perpetua un circuito di permanenza in queste strutture''.
