Marcegaglia: "Ora tocca a Merkel e Sarkozy 'fare i compiti a casa'"
Pordenone, 5 dic. (Adnkronos/Ign) - "Dopo questa manovra i compiti a casa li facciano Merkel e Sarkozy". A lanciare la battuta è stata la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia stasera nel corso dell'Assemblea dell'Unione Industriali di Pordenone.
La leader degli imprenditori ha sottolineato: "Noi italiani abbiamo dimostrato anche con questa manovra che siamo gente seria. Questi signori -ha spiegato riferendosi a Merkel e Sarkozy- la smettano di fare incontri in cui magari sorridono di noi e facciano invece i compiti per casa".
E per la presidente di Confindustria poi "bisogna cambiare i trattati europei e la Bce deve supportare ancora in modo più deciso la liquidità dei mercati finanziari". Quindi, ha continuato Emma Marcegaglia, "invito il presidente Monti a dire a Merkel e Sarkozy: avete preso delle decisioni sbagliate e in ritardo. Quello che dovete decidere, fatelo senza pensare solo ai fini elettoralistici".
Riguardo alla manovra, Marcegaglia ha detto che "va approvata dal Parlamento nel più breve tempo possibile, senza se e senza ma". Altrimenti, "l'Italia rischia di fallire, non riuscirà nemmeno a sottoscrivere i Titoli di Stato".
Ma sul fronte della pressione fiscale il numero uno di viale dell'Astronomia ha ammonito che "il paese non può reggere a lungo con una tassazione così alta, quindi già nei prossimi mesi dovremo verificare voce per voce dove tagliare la spesa pubblica".
Quanto al 'mercato del lavoro', la leader di Confindustria ha insistito che "è fondamentale il negoziato con il sindacato". Proprio sull'importanza del confronto che sarà avviato con il governo sul fronte della flessibilità in entrata ed in uscita, ha avvertito: "Bisogna fare attenzione a non buttare via le cose buone che sono state fatte e che vengano incontro alle esigenze delle aziende".
Per la Marcegaglia "bisogna cambiare alcuni eccessi. La stessa flessibilità in uscita non è il tema da cui dipende l'intera riforma del mercato del lavoro ma soltanto uno dei temi da non affrontare né in termini ideologici né come se fosse un tabù". Confindustria, da parte sua, ha assicurato "si presenterà al tavolo con il governo in maniera molto aperto con una posizione di forte pragmatismo".
