Confcommercio lancia l'allarme: ''Siamo già in recessione nel 2011''
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - Le variazioni congiunturali negative su pil e consumi sono attese già tra il terzo e il quarto trimestre 2011, quindi saremmo già in recessione. Lo rileva l'Ufficio Studi di Confcommercio.
Il pil 2012 segnerà un calo dello 0,6%, mentre nel 2013 segnerà +0,4%, secondo le stime di Confcommercio. I consumi il prossimo anno subiranno una contrazione dello 0,3%, mentre nel 2013 un +0,3%.
Nuovo peggioramento per i consumi si registra ad ottobre. ''Il calo tendenziale è dello 0,5% e, soprattutto, quello congiunturale, più consistente -0,8%, rilevati ad ottobre dall'Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc), sono la 'spia' di un problema di avvio, nel terzo trimestre, di una fase di ripiegamento dei consumi delle famiglie la cui entità non sembra trascurabile e che potrebbe proseguire nella prima parte del 2012''.
''Il quadro d'insieme evidenzia, per tutte le otto macrofunzioni di consumo che compongono l'aggregato, un peggioramento delle dinamiche tendenziali - continua Confcommercio -. Continua a fare eccezione a questo l'andamento il comparto relativo ai beni e servizi per le comunicazioni che anche ad ottobre ha mostrato tassi d'incremento particolarmente sostenuti (+9,3% rispetto allo stesso mese del 2010). Tale dinamica è stata determinata quasi esclusivimente dalla componente relativa ai beni per l'Ict domestico''.
''I prodotti di abbigliamento e le calzature hanno registrato anche ad ottobre, dopo la pesante caudta di settembre, un significativo ridimensionamento della domanda rispetto all'analogo periodo dello scorso anno (-5,2%), confermando lo stato di profonda difficoltà che attraversa il settore - continua Confcommercio -. Altro segmento che segnala il permanere di una situazione particolarmente critica sul versante della domanda è quello relativo alla mobilità (-4,7%), che continua a scontare una profonda crisi degli acquisti di autovetture e motocicli da parte dei privati. Criticità sono emerse anche per il segmento relativo ai consumi di beni e servizi ricreativi (-4,2% tendenziale) al cui interno vi sono prodotti che scontano riduzioni superiori a due cifre. Preoccupante risulta anche la situazione relativa alla domanda per gli alimentari, le bevande e i tabacchi''.
Natale sarà sottotono, ma non disastroso per i consumi secondo le stime. ''Il sentiment resta negativo ma non depresso e, comunque, non peggiore dello scorso anno - spiega Confcommercio -. Per l'80,9% degli italiani sarà un Natale dimesso (86,3% nel 2010), e farà regali l'88,2% (il 2,4% in meno rispetto al 2010). Resta costante la quota di persone che gradisce il rito del regalo natalizio (poco meno del 50%)''.
''Quando le domande si fanno più precise - prosegue Confcommercio - emergono però maggiori criticità: penalizzati editoria, abbigliamento ed elettrodomestici; qualche cedimento anche sulla tecnologia (è una novità rispetto al passato). Bene, in senso relativo, alimentari, vini, profumi, cosmetici e giocattoli. Raddoppia, poi, la quota di consumatori che acquisterà il regalo su internet, oltre il 13%''.
