Manovra, al via i lavori nelle Commissioni alla Camera. Martedì in Aula
Roma, 7 dic. (Adnkronos) - Al via i lavori della manovra alla Camera. L'esame del provvedimento è stato affidato alle commissioni Finanze e Bilancio congiunte, che partono oggi con il primo giro di audizioni, mentre domani è previsto l'avvio della discussione generale.
Venerdì si terrà la seconda tranche delle audizioni, e sempre nello stesso giorno è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti (ore 11,00). Le ammissibilità saranno comunicate entro le 19,00 e quindi si partirà con le votazioni, che dovranno concludersi entro lunedì alle 14,00. Il provvedimento è atteso in Aula il giorno successivo.
Due relatori per la manovra del governo Monti. Una necessità dovuta all'ampia maggioranza che sostiene il governo: sono Maurizio Leo (Pdl) e Pier Paolo Baretta (Pd).
Per stabilire il percorso parlamentare e i tempi di approvazione della manovra oggi a Montecitorio c'è stato un vertice tra i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini con il presidente del Consiglio Mario Monti e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.
Il Pd garantirà un iter veloce alla manovra, proponendo in sede di commissione emendamenti per correggerla nel senso dell'equità ''a cominciare dalle pensioni e dai redditi più bassi''. "Siccome sappiamo che in questo momento i mercati, le istituzioni internazionali hanno bisogno di certezze, diciamo con chiarezza: il presidente Monti parte per una serie di incontri europei sapendo e potendo garantire - ha sottolineato il capogruppo alla Camera Dario Franceschini - che le correzioni del Parlamento non toccheranno né i saldi, né l'impostazione, né il carattere strutturale, ma la miglioreranno soltanto nel senso dell'equità". L'esponente del Pd, infine, sottolinea che tra le modifiche proposte ci potrebbe essere un intervento sulla questione dell'assegnazione delle frequenze.
L'Idv, tramite il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, avverte: ''Se la manovra economica non cambia, voteremo sicuramente no''.
Sul piede di guerra la Lega. "Monti parlando di manovra equa ha preso in giro i cittadini. La verità è che questo decreto è profondamente ingiusto: alla fine a pagare sono sempre gli stessi: i ricchi e le banche ridono mentre le famiglie e i lavoratori piangono", ha dichiarato il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo. "Noi in Parlamento faremo la nostra parte e proporremo modifiche profonde al testo. Vedremo se gli altri partiti che sostengono questo governo avranno il coraggio di difendere i più deboli e le piccole e medie aziende che - conclude Bricolo - con queste norme recessive verranno profondamente penalizzate".
