Mosca, 8 dic. (Adnkronos/Dpa/Ign) - Il primo ministro russo Vladimir Putin ha accusato il segretario di Stato americano Hillary Clinton di aver scatenato le proteste nel Paese. "Lei ha affermato che (le elezioni, ndr) non erano libere, senza nemmeno aspettare il rapporto degli osservatori" ha detto Putin, aggiungendo che "questo ha dato il via ad alcuni gruppi politici del Paese. Hanno sentito questo segnale del segretario di Stato americano e si sono messi all'opera". Putin ha inoltre affermato, di fronte ai suoi sostenitori riuniti a Mosca, che la maggioranza della popolazione vuole stabilità, e non appoggia le manifestazioni anti-governative degli ultimi giorni. "Sappiamo tutti che ci sono persone nel nostro Paese che vogliono esasperare la situazione in Russia, così come è successo in Kyrgyzstan e in Ucraina", ha dichiarato Putin. Intanto, nonostante gli arresti degli ultimi giorni, in Russia si stanno organizzando nuove proteste, secondo quando riferisce un portavoce dell'opposizione. Una grande manifestazione è annunciata per sabato a Mosca e le adesioni raccolte via Facebook sono al momento 25mila. La polizia moscovita ha arrestato ieri 70 persone che protestavano contro i risultati elettorali, che hanno visto la vittoria di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, seppure con un calo dei consensi. Da domenica, giorno delle elezioni, sono state arrestate almeno 800 persone. Tra queste vi sono anche il politico Ilya Yashin e il blogger Aleksei Navalny che dovrebbero rimanere in carcere tra i 5 e i 15 giorni, secondo quanto riferiscono fonti della polizia.