No Tav in Val Susa bloccano l'autostrada. Primi fermati con maschere, viti e bulloni
Susa (Torino), 8 dic. (Adnkronos/Ign) - Sei anni dopo gli scontri di Venaus, l'8 dicembre 2005, è cominciata questa mattina in Val Susa la prima delle quattro giornate dedicate all'anniversario con tre cortei per ribadire il no alla realizzazione della Torino-Lione.
Sono stati i bambini ad aprire il corteo partito da Susa, reggendo uno striscione colorato con la scritta 'la valle è nelle nostre mani' e tanti stampi di manine. Insieme alle famiglie gli abitanti della valle con le storiche bandiere con treno crociato.
I manifestanti hanno bloccato l'autostrada Torino-Bardonecchia occupando entrambe le carreggiate e per marcare la loro presenza hanno iniziato la battitura con bastoni e pietre dei guardrail.
"8 dicembre 2005: 8 dicembre 2011, siamo ancora qui" hanno scandito dal microfono preannunciando un lungo accampamento. "Hanno detto e scritto che ormai avevano vinto - proseguono - invece, in questo 8 dicembre, migliaia di persone stanno circondando le reti e altrettante occupando l'autostrada per dire no alla militarizzazione della Valle. Oggi da qui - proseguono - gli indignati valsusini si accampano per resistere. La giornata di oggi segna il ritorno sulle strade e sulle autostrade del popolo No Tav e oggi, come nel 2005, le tante resistenze d'Italia si stanno stringendo intorno a noi perché oggi qui c'è quell'Italia che non ci sta ad un governo che ci sta facendo pagare lacrime e sangue".
Il corteo partito da Chiomonte e sceso tra i boschi passando dalla frazione Ramats ha raggiunto la baita Clarea dove erano già confluiti i manifestanti partiti da Giaglione. Lo riferiscono sul web gli stessi manifestanti secondo i quali alla baita Clarea ci sono un migliaio di persone.
Intanto ci sono i primi fermati. La Polizia stradale ha bloccato a Susa, dopo un breve inseguimento, un'auto con a bordo quattro antagonisti. In auto gli agenti hanno trovato occhialini da piscina, filtri per maschere antigas, k-way, pantaloni di colore nero e un sacchetto contenente viti e bulloni, nonché una punta di trapano della lunghezza di circa 60 cm e un farmaco gastroprotettore, normalmente utilizzato per contrastare gli effetti dei gas lacrimogeni. I quattro sono stati accompagnati in ufficio per gli accertamenti di rito.
Mentre questa mattina gli agenti della Digos di Torino hanno fermato nel capoluogo piemontese un'auto con a bordo due noti antagonisti risultati destinatari di alcuni provvedimenti a loro carico.
