Siria, Terzi: "Sanzioni più dure contro Assad". Leader del Cns alla Farnesina
Roma, 10 dic. - (Adnkronos/Aki/Ign) - ''L'Italia continuera' a perseguire la prospettiva di indurimento del regime sanzionatorio nei confronti del presidente Assad e dei suoi immediati sostenitori''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi alla Farnesina incontrando oggi alcuni rappresentanti del Cns e il loro presidente Burhan Ghalioun. Il ministro ha proseguito dicendo che ''l'Italia fara' di tutto perche' insieme al consiglio di sicurezza Onu si possa chiarire erga omnes questa impostazione di pressione economica sul regime''.
''Non ci sono al momento corridoi umanitari perche' il governo siriano non da' autorizzazione a entrare nel Paese'' ha spiegato il ministro. "Gia' stiamo operando assistenza medica e umanitaria nei campi profughi dove si sono rifugiati i dissidenti siriani in Giordania, Turchia e Libano - ha aggiunto il ministro - Qualora pero' ci fosse un dispiegamento massiccio di osservatori della Lega Araba questo potrebbe essere un elemento di stabilizzazione che permetterebbe l'apertura di corridoi umanitari''.
Il presidente Ghalioun dal canto suo ha fatto appello all'Italia chiedendo che insieme al resto della comunita' internazionale e alla Lega Araba aumenti le pressioni sulla Russia perche' quanto prima insieme al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si possa arrivare a una risoluzione Onu. ''E' responsabilita' dell'Onu proteggere la popolazione siriana - ha detto il presidente del Cns - Non c'e' una guerra civile in Siria, ma un regime dittatoriale che cerca di reprimere il suo popolo e per ottenere successo mette le varie comunita' una contro l'altra''. Riferendosi poi alle dichiarazioni che il presidente Bashar al-Assad ha rilasciato alla Abc, Ghalioun ha detto: ''Quando Assad afferma di non essere lui il responsabile e' come se ammettesse di essere incapace e di non essere un uomo di stato''.
Intanto in Siria continuano le violenze. Almeno 13 persone sono state uccise stamani dalle forze di sicurezza, secondo quanto denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Quattro civili sono stati uccisi nella zona di Idlib, nel nord, vicino al confine con la Turchia, quando gli agenti hanno aperto il fuoco contro un gruppo di persone che partecipava ai funerali di un bambino a Maaret al-Naaman. Nella provincia di Homs, nella Siria centrale, tre persone sono morte - secondo gli attivisti - a causa del fuoco indiscriminato delle forze di sicurezza. Altri due civili sono stati uccisi nella provincia di Daraa, nella Siria meridionale. Inoltre stando all'Osservatorio, tre uomini, arrestati tre settimane fa, sono morti nelle ultime ore per le torture subite. Un uomo, poi, e' deceduto per le ferite riportate in un'operazione di cinque giorni fa delle forze di sicurezza nella zona di Hawla, nella Siria centrale.
L'Osservatorio per i diritti umani denuncia inoltre l'uccisione ieri di almeno 41 civili, tra i quali sette bambini. Il leader del Cns, Ghalioun, parlando a una conferenza insieme al ministro Terzi, ha fatto sapere che non ci sono dei bilanci ufficiali circa l'esatta cifra dei morti in Siria tra i dissidenti del regime di Bashar al-Assad. ''Secondo stime ufficiali le vittime sarebbero quattromila, ma persone sul campo ci informano che i morti sarebbero diecimila, gli scomparsi 20mila e gli arrestati tra i 60 e i 70mila'', ha detto Ghalioun, ricordando come l'Italia sia gia' impegnata in aiuti di carattere umanitario e medico nei confronti del popolo siriano e molto probabilmente si impegnera' in aiuti di natura finanziaria.
