Strage razzista a Firenze, uno dei tre feriti senegalesi rischia la paralisi
Firenze, 15 dic. - (Adnkronos/Ign) - Sono stabili, ma sempre in prognosi riservata, i tre senegalesi che sono rimasti feriti nei due raid compiuti l'altro ieri a Firenze dal 50enne Gianluca Casseri, che ha ucciso due loro connazionali e poi si è sparato. Il più grave è Moustapha Dieng, 34 anni. Era in piazza Dalmazia con i suoi amici Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, che sono stati ammazzati da Casseri; Moustapha rischia la paralisi, perché un proiettile ha raggiunto due vertebre dorsali. E' ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Careggi.
Sono ricoverati invece all'ospedale di Santa Maria Nuova i due senegalesi feriti nell'agguato in zona San Lorenzo. Si tratta di Sougou Mor, 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni, colpito all'addome dal proiettile della 357 Magnum esploso dall'attentatore: è stato operato e l'intervento è riuscito. Nessuno di loro, al momento, è considerato in pericolo di vita.
Gianluca Casseri, il killer xenofobo, sorpreso dai poliziotti nel parcheggio sotterraneo di piazza del Mercato Centrale dopo gli spari, aveva appena ricaricato la 357 Magnum.
La pistola è stata infatti trovata con 5 dei 6 colpi in canna: l'unico esploso è quello che Casseri ha rivolto contro di sè, per uccidersi. L'abbondanza di munizioni rafforza l'ipotesi che il killer, da anni animato da sentimenti avversione per le persone di colore, volesse fare una carneficina di proporzioni ancora maggiori di quella fatta. Come accertato dagli inquirenti, il 50enne si fabbricava da solo proiettili e munizioni nello scantinato della abitazione di famiglia a Cireglio (Pistoia). Gianluca Casseri aveva regolarmente denunciato la detenzione della pistola, anche se non aveva il porto d'armi; si esercitava al poligono di tiro. Era da anni in cura per la depressione, ed era malato in modo grave di diabete. Gli inquirenti hanno poi trovato un altro mazzo di chiavi, oltre a quello dell'abitazione di Casseri, e stanno compiendo accertamenti al riguardo.
E non si placano le polemiche su Casapound, il gruppo di estrema destra di cui Casseri era simpatizzante. Sulla proposta di chiudere CasaPound, il centro-sociale frequentato dall'omicida interviene il sindacio Matteo Renzi. ''Non è dicendo 'chiudiamo un centro sociale' che abbiamo risolto i problemi''. Ospite di ''24 Mattino'' su Radio 24, il primo cittadino è intervenuto sull'omicidio dei due senegalesi. ''Da sindaco - ha aggiunto Renzi - quando CasaPound commemora i cecchini fascisti nel giorno in cui il Comune ricorda la Liberazione esprimo tutta la mia rabbia e la mia disapprovazione, ma attenzione a dare a tutti quelli che frequentano i centri sociali le responsabilità penali che appartengono ai singoli. Chiudere non dipende dalle amministrazioni comunali ma dalle forze dell'ordine. Si chiude se ci sono dei reati. CasaPound Firenze si è dissociata dal gesto, ha scritto alla comunità senegalese chiedendo un incontro, spero che ci sia una forte indagine su tutto ciò che è accaduto intorno al killer, dico che sono disgustato quando 69 persone si iscrivono alla pagina che inneggia al killer come 'eroe bianco', ma non è dicendo 'adesso chiudiamo un centro sociale' che abbiamo risolto i problemi''.
Intanto la Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per apologia di reato in merito ai siti internet in cui si inneggia al gesto di Gianluca Casseri.
