Nuovi scontri al Cairo: 9 morti e 350 feriti. Militari attaccano ospedale da campo
Il Cairo, 17 dic. (Adnkronos/Ign) - E' salito a nove morti da ieri e 44 feriti nella sola giornata di oggi il nuovo bilancio degli scontri in corso al Cairo tra manifestanti e militari. Lo ha riferito il vice ministro della Salute, Adel Adawy, citato dal sito di al-Ahram. Il numero complessivo dei feriti in queste due giornate di violenze arriva quindi a 350 circa.
"Chi ha sbagliato deve pagare, i fatti di ieri saranno giudicati dalla magistratura" ha detto in una conferenza stampa al Cairo il premier Kamal el-Ganzouri. "Non faremo ricorso alla forza per disperdere le manifestazioni pacifiche", ha assicurato Ganzouri, precisando che ieri "l'esercito non ha fatto uso di pallottole per disperdere il sit-in".
Gli scontri, secondo il premier, "non fanno parte della rivoluzione, ma sono un attacco ad essa", messo in atto da "forze interne o esterne che cercano di scatenare un'escalation in un momento in cui la situazione evolve verso la calma". Le famiglie dei "martiri e dei feriti - ha garantito infine - saranno ricompensate pienamente".
Oggi centinaia di manifestanti sono tornati in piazza nei pressi della sede del Consiglio dei ministri. E' quanto riporta il sito del quotidiano al-Ahram, spiegando che alcuni dei presenti hanno anche cercato di appiccare un incendio, ma sono stati dispersi dalla polizia, che ha eseguito alcuni arresti.
Piazza Tahrir è sotto il controllo dell'esercito. I militari hanno dato alle fiamme le tende in cui i manifestanti tenevano il loro sit-in da settimane. Dalle immagini trasmesse in diretta dalla tv satellitare al-Arabiya, si vede una fitta colonna di fumo innalzarsi dal centro della piazza, cha appare semideserta. L'esercito ha fatto sapere che l'area è sotto il suo controllo e di aver isolato con barricate e filo spinato l'area del palazzo del Consiglio dei ministri.
Le telecamere della tv satellitare al-Jazeera hanno mostrato un folto gruppo di militari in tenuta antisommossa che picchiavano alcuni manifestanti con bastoni. I militari hanno rastrellato gli edifici circostanti piazza Tahir, sequestrando le telecamere delle tv che riprendevano le violenze. Nella zona si sono uditi anche alcuni spari.
Le forze di sicurezza egiziane hanno inoltre attaccato un ospedale da campo. E' quanto ha rivelato una fonte ospedaliera in un collegamento telefonico con la tv privata locale OnTv. "L'ospedale da campo allestito dalla moschea Omar Makram in piazza Tahrir è stato attaccato - ha detto un medico - stiamo trasferendo i manifestanti con le ferite più gravi nei bagni della moschea".
Il Consiglio Supremo delle Forze armate, al potere in Egitto, dovrebbe chiedere immediatamente scusa alla popolazione per gli scontri. La richiesta arriva dai Fratelli Musulmani, che hanno diffuso un comunicato in cui si dicono "scioccati" e chiedono un'inchiesta indipendente, trasparente e rapida. La Fratellanza ricorda che, quando i militari hanno preso il potere alla caduta di Hosni Mubarak, hanno promesso di proteggere la popolazione dalle violenze. "Per questo siamo rimasti scioccati nel vederli uccidere e ferire i civili", si legge.
Ayman Nour, attivista politico che ai tempi del presidente Hosni Mubarak ha trascorso diversi anni in carcere, ha fatto appello al Consiglio Supremo delle Forze armate affinché "lasci immediatamente il potere". Il fondatore del partito liberale al-Ghad, citato oggi da al-Jazeera, è uno dei possibili candidati alle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Intanto si registrano nuove dimissioni all'interno del Consiglio Consultivo egiziano, creato dal Consiglio Supremo delle Forze armate per coordinarsi con le varie forze politiche. Abul Ela Madi, leader del partito al-Wasat, ha lasciato l'incarico, in segno di protesta per le violenze commesse dai militari contro i manifestanti. Lo ha annunciato lo stesso Consiglio Consultivo, con una nota rilanciata dal sito del quotidiano al-Ahram.
Le dimissioni di Ela Madi dall'organismo di 30 membri seguono quelle di altri due consiglieri, Moataz Abdel-Fatah e Ahmed Kheiry, che hanno rinunciato all'incarico giovedì sera, all'esplodere delle prime proteste.
