Nuova strage di civili in Siria, gli attivisti: "Uccise dall'esercito 111 persone"
Damasco, 21 dic. - (Adnkronos/Aki) - I soldati dell'esercito siriano, ancora fedele al regime di Bashar al-Assad, avrebbero ucciso 111 persone ieri nel villaggio di Kafer Oweid. Lo ha annunciato l'Osservatorio per i Diritti Umani siriano, citato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'.
Lunedì altre fonti avevano annunciato che almeno 72 militari disertori erano stati uccisi da alcune unità dell'esercito mentre tentavano di fuggire dalle loro postazioni sempre nella provincia di Idlib, vicino al confine con la Turchia.
Sulla situazione siriana si è intanto espresso il ministro degli Esteri, Giulio Terzi: "Ci sono sviluppi importanti di soli due giorni fa, con finalmente la firma di Damasco al protocollo sull'invio della missione di osservatori nel quadro del piano di pace arabo" ma "naturalmente non possiamo accettare la prosecuzione delle violenze e la nostra preoccupazione, anche sugli effetti di contaminazione di questo fenomeno sul piano regionale resta grande, perché vediamo i collegamenti diretti con i vicini, Turchia, Libano e Iraq", ha detto nel corso della trasmissione 'Radio anch'io" su Rai Radio 1.
La crisi in Siria, ha poi sottolineato il ministro "si sta internazionalizzando, c'è un progetto di risoluzione russa al Consiglio di Sicurezza per dare un significato politico molto forte al regime siriano". "Noi come Italia - ha aggiunto - siamo stati espliciti nell'incontrare l'opposizione siriana, il consiglio siriano che rappresenta le componenti dell'opposizione e quindi dare senso al nostro impegno per una soluzione politica della crisi".
Di fronte a quella che il capo della diplomazia definisce "un'evoluzione abbastanza promettente" di pochi giorni fa resta dunque la "grandissima preoccupazione sugli aspetti umanitari: ci sono ormai campi profughi di migliaia di persone in Libano e Turchia". "Vogliamo - ha concluso - continuare a fare ogni azione possibile, come Italia e come europei per far fermare le violenze, sulle donne e sui bambini, comportamenti intollerabili" in Siria "ma anche in altri paesi come l'Egitto".
