Saldi ai nastri di partenza, prevista una spesa di circa 400 euro a famiglia
Roma, 27 dic. (Adnkronos) - Amanti dello shopping ai nastri di partenza, pronti per i saldi invernali. Che scatteranno già dal 2 gennaio per i lucani e siciliani, mentre in tutte le grandi città e in quattordici regioni su venti l'appuntamento è fissato per il 5 gennaio. I molisani e gli altoatesini dovranno, invece, attendere fino al 7 gennaio, mentre i valdostani, come da tradizione, fino al 10 gennaio.
Secondo le stime dell'ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2012, spenderà 403 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore.
Il numero di famiglie che attendono i saldi per le vacanze di Natale saranno 15,1 milioni e ogni persona, in media, spenderà 168 euro.
''La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite - sottolinea il presidente di Federazione moda Italia, Renato Borghi- non hanno di certo favorito le vendite di capi d'abbigliamento della collezione autunno/inverno. E anche a dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all'insegna del risparmio e di molta prudenza negli acquisti''. Inoltre, spiega il presidente, i margini delle imprese hanno subito un'ulteriore riduzione perché ''per sostenere consumi già deboli i commercianti, laddove possibile, hanno assorbito l'aumento dell'Iva dal 20% al 21% deciso quest'estate. Ora con l'avvio dei saldi confidiamo in una boccata d'ossigeno per le vendite''.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Non c'è alcun obbligo della prova dei capi, da parte del negoziante; mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo, ricorda Confcommercio, devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Il negoziante ha inoltre l'obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
Previsioni nere sull'andamento dei prossimi saldi da parte dei consumatori. L'Adoc prevede un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%. ''Il budget non supererà i 90 euro a persona'', afferma Carlo Pileri, presidente dell'Adoc.
Secondo il Codacons, solo il 40% delle famiglie approfitterà dei saldi invernali. Per l'associazione dei consumatori la spesa media pro capite sarà di 110 euro e il calo delle vendite raggiungerà quota -30% rispetto ai precedenti saldi invernali. A risentire della grave crisi, spiega il presidente, Carlo Rienzi, ''saranno soprattutto i piccoli negozi e per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d'affari''.
Adusbef e Federconsumatori sottolineano, invece, ''alla luce del pessimo andamento dei consumi di Natale'' che ''la mancata decisione di anticipare i saldi è stata gravissima''. L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori prevede, poi, che la spesa complessiva per i saldi, secondo le prime stime, sarà di appena 2,4 miliardi di euro, in calo rispetto allo scorso anno. Ogni famiglia che acquisterà a saldo spenderà circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno.
