Parte domani la 'fase due', pressing dei partiti su Monti
Roma, 28 dic. (Adnkronos) - Tre ore di Consiglio dei ministri dedicato all'impostazione della fase due, sotto la pressione delle priorità, a volte contrastanti fra loro, indicate dai partiti che sostengono l'esecutivo di Mario Monti. Il premier scoprirà le sue carte domani e gli stessi ministri rinviano alla sua conferenza stampa di fine anno, prevista per le 12, mantendendo la consegna del silenzio su uno dei passaggi nodali per il futuro cammino del governo.
L'ampia maggioranza che lo sostiene non rinuncia a far valere le proprie ragioni. Se Monti rende nota la soddisfazione per il buon esito dell'asta dei titoli pubblici, la persistente tensione sul fronte dello spread indica che anche i mercati attendono con ansia le novità sulla riforma del sistema complessivo aldilà della manovra 'Salva Italia'. Che non deve avere un 'bis', avverte in un'intervista il leader centrista Pier Ferdinando Casini, perché il Paese "non la reggerebbe".
La preoccupazione percorre l'intero arco delle forze politiche, e, a parte l'opposizione scontata della Lega, anche Italia dei valori, che al Senato non ha votato l'ultima fiducia, lancia un messaggio al Professore: se il governo "si concentrerà su equità e sviluppo" Idv potrebbe appoggiarlo, afferma il leader Antonio Di Pietro. Ma il messaggio più chiaro arriva dal Pd, ed è una messa in guardia sul fronte pensioni: "Il tema non può considerarsi archiviato" annuncia Cesare Damiano, perche' "la riforma produce effetti negativi per i lavoratori".
Per il capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio la riforma crea "situazioni socialmente insostenibili" perché "l'improvvisa cancellazione delle pensioni di anzianità fa sì che molti lavoratori si troveranno senza lavoro e senza la possibilità del pensionamento. Per questo, si rendono necessari correttivi di gradualità nell'attuazione della riforma''.
E il coordinatore delle commissioni economiche alla Camera, Francesco Boccia, aggiunge la richiesta del "via libera all'accordo con la Svizzera in materia di lotta all'evasione fiscale, un'intesa simile a quelle siglate da Germania e Gran Bretagna con il governo di Berna". Una richiesta analoga viene ancora da Antonio Di Pietro, che vi aggiunge la richiesta di ripristino del reato di falso in bilancio.
Nelle parole del capogruppo Idv al Senato, Felice Belisario, si aggiunge una frecciata al governo Berlusconi, alla luce della maxi fuga di capitali all'estero denunciata dalla Guardia di Finanza: "Il fatto che i trasferimenti si siano concentrati prevalentemente nei mesi di ottobre e novembre la dice lunga sulle responsabilità di Berlusconi e del suo esecutivo in questo senso. Il governo Monti, che deve imitare quanto hanno già fatto con le banche svizzere Germania e Gran Bretagna, ha l'obbligo di intervenire al più presto con misure rigorose e prevedere per gli evasori sanzioni severissime".
Dal Pdl, tuttavia, le richieste sono indirizzate su altri fronti. Il capogruppo a palazzo Madama Maurizio Gasparri indica le priorità e richiama i ministri tecnici a non cadere in tentazione 'politica': "Vogliamo liberalizzazioni vere che riguardino i potentati dell'energia, dei trasporti, dei servizi pubblici locali e delle coop rosse, non aggressioni a singole categorie che avrebbero tutto il diritto di ribellarsi".
Per Gasparri si tratta di discutere "di ulteriori misure economiche, mentre rivendichiamo alla politica la responsabilità delle riforme. Ministri pasticcioni che si rivelino apprendisti stregoni accorcerebbero la vita del governo". Più allarmato, se possibile, il vice presidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli: "L'Italia - ammonisce - rischia di essere spacciata a causa delle politiche fiscali e di bilancio messe in atto da chi è stato chiamato al governo per salvarla. Troppe tasse stanno uccidendo l'economia e la recessione è già fra noi".
A far male è in particolare l'annunciata revisione degli estimi catastali: "Non so se è la conclusione micidiale della prima fase o le campane a morto che annunciano la seconda fase di politica economica" si chiede Napoli che mette in guardia dall'accanimento terapeutico: "Il governo Monti sta somministrando una quantità spropositata di antibiotici che rischiano di indebolire il 'paziente' Italia, fino a ucciderlo".
Nel Pdl la freddezza verso il governo, ma in particolare nei confronti dei provvedimenti già decisi, viene ribadita a chiare lettere dall'ex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che all'Adnkronos dice: "I primi provvedimenti di Monti sono stati duri da mandar giù: più imposizioni fiscali dirette e indirette, sacrifici per imprenditori e pensionati, nessun nuovo posto di lavoro. Li abbiamo avallati in cambio della promessa: poi verranno le misure per la crescita. E io dico: vediamo cosa esce dal Consiglio dei ministri", con un occhio particolare sul rilancio delle grandi infrastutture che proprio il precedente governo aveva impostato.
Le aspettative sono alte, dunque, da parte del Pdl, anche se non mancano le voci di chi richiama alla misura anche nelle valutazioni generali: per l'ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, infatti, ''nell'andamento della crisi in atto c'è una componente reale e una componente psicologica: quest'ultima, pur non agganciata a dati economici e finanziari obiettivi, tuttavia provoca effetti concreti''. E rileva che ''quando, a fronte di un'asta di bot andata bene, lo spread supera quota 500, vuol dire che incide la fiducia a medio-lungo termine, nonostante quella a breve spinga i risparmiatori ad acquistare titoli pubblici''.
''In questo quadro, fare - come accade da parte di qualche associazione di categoria (oggi Confesercenti) - previsioni fortemente negative su decrementi della spesa al consumo, anche in occasione dei prossimi saldi, rischia, al di là delle intenzioni, di contribuire a far diminuire la fiducia; rischia, cioè - spiega - di svolgere a proposito dell'economia reale, il medesimo ruolo che le agenzie di rating esercitano sui mercati finanziari. Lo sforzo della crescita - ricorda Mantovano - non dipende solo da provvedimenti dei governi e delle istituzioni finanziarie; dipende anche dal credere non velleitaristicamente in sé stessi e nella capacità di farcela''.
