Funerali don Verzé, vescovo Verona: ''Si è detto di tutto anche fuori dalle righe''
Verona, 2 gen. (Adnkronos) - "Ad esequie come quelle che stiamo celebrando converrebbe il silenzio''. A dirlo nel corso dell'omelia mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, celebrando i funerali di don Luigi Verzé ad Illasi (Verona).
''Su don Luigi, uomo manager e prete, s'è detto di tutto, anche fuori dalle righe, con una certa disinvoltura e non sempre con quel senso di umanità cui s'addice almeno un po' di clemenza nei confronti delle fragilità umane - ha proseguito -. Forse, è un'ipotesi la mia, don Luigi è stato più analizzato a spicchi che considerato nella sua globalità, a partire dalla sua interiorità. Con ogni probabilità, soprattutto in questi ultimi sei mesi, in seguito ai noti eventi segnati persino da una tragedia, specialmente nei media è scattata una gran voglia di squarciare il velo della sua complessa personalità''.
"Quando mirava a un obiettivo, che riteneva particolarmente importante, irrinunciabile, rispondente esattamente alle esigenze del suo carisma, ci permettiamo di rilevare qui un suo lato vulnerabile, non badava ai mezzi, pur di conseguirlo", ha sottolineato mons. Zenti. "Insomma, c'era in lui una eccedenza, un bisogno incoercibile di andar oltre; come a dire che aveva scolpito nel suo Dna il bisogno dell'oltre, quasi uno spasimo di assoluto e di eternità che, se gli fosse stato possibile, avrebbe concretizzato in terra", ha spiegato il vescovo di Verona. Per mons. Zenti, se don Verzé "ha avuto degli eccessi, la colpa va attribuita, per così dire, ad un eccesso di amore per i malati".
Le esequie si sono svolte presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio. Tra i fiori anche quelli inviati da Letizia Moratti, mentre tra i banchi c'era Massimo Cacciari, professore filosofo, che stamani si è anche recato a rendere omaggio alla camera ardente allestita a Milano. Al termine dei funerali la salma del fondatore dell'ospedale San Raffaele di Milano sarà accolta, ma solo per un breve periodo, ad Illasi perché poi prenderà la via della chiesa della Madonna della Vita proprio al San Raffaele.
Prima di partire alla volta di Illasi, intorno alle 11.30, la salma di don Verzè ha lasciato tra gli applausi la camera ardente allestita questa mattina nel ciborio dell'istituto per permettere ai dipendenti e a chi lo conosceva di portargli l'ultimo saluto. "Don Verzé è stato unico ed eccezionale, ha fatto grandi cose. Qui vedete tutto quello che ha fatto", ha dichiarato Vittorio Malacalza, consigliere del cda dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano.
Alla camera ardente anche l'ex ministro della Salute Ferruccio Fazio. ''Don Verzé è un uomo che ha fatto comunque molto per la medicina, per la ricerca, per la didattica. Ha creato una squadra molto importante, una delle migliori al mondo. Credo che adesso l'attenzione debba concentrarsi sui malati e sugli operatori di questa struttura'', ha detto Fazio.
Per la sanità e la ricerca, ha sottolineato il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il fondatore del San Raffaele ha fatto "un vero miracolo".
Per Massimo Cacciari, "bisogna guardare alla grandezza del San Raffaele e alla libertà di ricerca che c'è qui".
Albano lamenta il fatto che sul fondatore dell'Istituto ''ho letto delle cose veramente vergognose, non se le meritava''. ''Un po' di pace - chiede Albano Carrisi - per questo uomo che se la merita. Avevo scritto un discorso ma non me la sono sentita di farlo. L'emozione talvolta frega anche gli artisti. Preferisco ricordarlo anche con il canto, attraverso tutte le cose che ha fatto e ne ha fatte veramente tante. E' un uomo che va oltre le parole''.
Ieri, intanto, la cartella clinica in cui sono descritti gli ultimi minuti della vita di don Verzé è stata acquisita dalla Guardia di Finanza. Un atto dovuto, spiegano dall'istituto, per chi è sotto indagine per questioni di carattere finanziario.
