Roma, 4 gen. - (Adnkronos/Ign) - Le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme dopo la diffusione dei dati Istat sull'inflazione. Nel 2012 le famiglie dovranno fare i conti con una stangata di 1.000-2.000 euro e il governo deve intervenire in qualche modo. Bloccando le speculazioni e i rincari. ''E' indispensabile un serio intervento del Governo per eliminare ogni ombra di speculazione, attraverso verifiche sui prezzi e, se necessario, un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe'' chiedono Adusbef e Federconsumatori. Nel 2011, rilevano le due associazioni dei consumatori, ''si e' registrato il tasso di inflazione piu' alto dal 2008. Si tratta di un dato gravissimo, che appare ancora piu' allarmante se relazionato al contesto in cui si e' registrato. L'economia italiana, infatti, attraversa una fase di profonda crisi dei consumi, dettata dalla caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie''. ''Rilevare un tasso di inflazione record in una situazione come questa e' una vera assurdita''' dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. E' evidente, rilevano, ''che le volonta' speculative continuano a prevalere sulle sane logiche di mercato. Non vi e' altra spiegazione, infatti, per una simile crescita dei prezzi nonostante il disastroso andamento dei consumi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4%) e in occasione delle festivita' natalizie''. Il potere di acquisto delle famiglie e' destinato a peggiorare anche nel 2012, anno in cui, secondo le stime dell'O.N.F., ''si prevede una stangata di 2.103 euro a famiglia. A cui vanno aggiunte, inoltre, ulteriori ricadute delle manovre economiche. Le ripercussioni saranno disastrose, sia sul versante dei consumi che su quello della produzione''. Per Adusbef e Federconsumatori, ''e' giunto il momento di aprire una nuova fase di sviluppo, rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, necessari per una ripresa della nostra economia''. Anche il Codacons chiede al governo di bloccare gli aumenti. Per l'associazione dei consumatori si tratta di ''un fatto molto negativo, dato che ci si attendeva, dopo gli arrotondamenti dei prezzi verificatisi a settembre per via dell'aumento dell'Iva e proseguiti poi per tutto il mese di ottobre, che almeno a dicembre i prezzi rimanessero fermi. Invece l'inflazione permane al 3,3%, il che vuol dire, vale la pena ricordarlo, che l'inflazione sara' anche 'stabile' al 3,3% ma i prezzi sono tutt'altro che 'stabili' e anzi continuano a salire. Su base mensile si e' verificato un incremento dello 0,4%''. Questo vuol dire che a gennaio, dopo tutti gli aumenti verificatosi con il nuovo anno, rileva il Codacons, ''ci sara' una inflazione record, che potrebbe arrivare a toccare il 3,6%. Un valore che, tradotto in termini di costo della vita ed al netto dei futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, dall'Imu all'Iva, significa una stangata da 1.059 euro per una famiglia media''. Ecco perche' il Codacons ''aveva chiesto al Governo di stoppare tutti gli aumenti delle tariffe pubbliche. E' inaccettabile, infatti, che gli stipendi dei dipendenti pubblici siano fermi per 3 anni, le pensioni non siano indicizzate, ma poi si adeguino all'inflazione tutte le tariffe pubbliche, da quelle autostradali al canone Rai, dalla luce al gas''. Per questo l'associazione di consumatori chiede al Governo ''di fare qualcosa, invece di restare alla finestra ad assistere indifferente mentre le famiglie sono massacrate dal carovita''.