Roma, 5 gen. (Adnkronos/Ign) - Sarebbero due italiani della zona i killer di Zhou Zeng, l'uomo cinese di 31 anni e della figlia di nove mesi, uccisi ieri sera verso le 22 in via Alò Giovannoli, a Roma, nel corso di una rapina. E' una delle ipotesi al vaglio degli investigatori che indagano sul caso. Sicuramente i due rapinatori conoscevano il bar del 31enne. Hanno atteso la chiusura del locale e poi hanno seguito la famiglia mentre rientrava a casa. Proprio mentre la donna stava aprendo il portone di casa, sono entrati in azione. I volti coperti dai caschi, armati di un coltello e di una pistola, hanno minacciato le vittime. Uno dei due ha tagliato la tracolla della borsa della donna, provocandole delle ferite e si è impossessato della borsa. A quel punto il marito ha reagito tentando di bloccare i rapinatori, ne è nata una colluttazione e dalla pistola è partito il colpo che ha ucciso la piccola di nove mesi e il padre. Il colpo è stato sparato ad altezza uomo, ma non è chiaro se sia partito accidentalmente. Zhou Zeng è caduto a terra con la piccola in braccio. L'autopsia eseguita all'istituto di Medicina Legale della Sapienza ha accertato che è stato un unico colpo ad uccidere padre e figlia. Il proiettile ha colpito alla testa la piccola e poi al cuore il padre. Le urla disperate della donna hanno richiamato l'attenzione di alcuni residenti, che dal balcone hanno visto fuggire i due rapinatori su uno scooter. Molti hanno raccontato di aver visto la donna prima ingaggiare una colluttazione, poi inseguire i due killer in un'azione disperata per alcuni metri. Poco dopo sul posto sono arrivati i carabinieri e il 118. Per il padre e la piccola non c'è stato nulla da fare. La donna, ancora sotto choc, ha avuto il tempo di parlare con gli investigatori. Si è detta certa che i due aggressori fossero italiani. E' stata ricoverata all'ospedale San Giovanni. Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci che stanno analizzando i filmati registrati dalle telecamere della zona. Posti di blocco sono stati pianificati subito dopo il delitto in tutta la città. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo: i reati per i quali il magistrato procede sono duplice omicidio a scopo di rapina e lesioni con riferimento alle ferite riportate dalla madre della piccola. Al San Giovanni la donna sotto sedativi e in stato di choc continua a chiedere del marito e della figlia. Ancora non sa cosa sia successo. ''Ha gli occhi sbarrati e un vuoto su quello che è accaduto dopo la rapina, ricorda il marito in ginocchio e la figlia caduta e continua a chiedere di vederli: non ha consapevolezza di quanto accaduto", ha riferito il vicesindaco di Roma Sveva Belviso che si è recata in ospedale per dare solidarietà alla mamma. ''La pazienza di Roma e dei romani è finita - ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - Ci sono belve criminali che agiscono nella nostra città che devono essere fermate a tutti i costi''. ''Ci sono troppa droga e troppe armi che circolano nei quartieri più a rischio - ha aggiunto - Sono mesi che denuncio questa emergenza criminale ma le misure che fino adesso sono state attuate sono chiaramente inadeguate. Chiediamo al comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico di decidere insieme alla magistratura misure emergenziali per riprendere il controllo del territorio debellando un tessuto criminale che in questi mesi è cresciuto oltre ogni misura. Roma si attende fatti e non promesse''. ''Lo Stato è presente e lo dimostrerà - ha assicurato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri - L'uccisione di una bambina di pochi mesi e del suo papà avvenuta sotto il portone di casa è un fatto che crea sgomento e che non può lasciare indifferenti. Non dobbiamo trascurare alcun ambito o settore concentrando, come ha proposto il capo della Polizia, una più incisiva e visibile operatività delle forze dell'ordine su obiettivi territoriali mirati''. Il ministro dell'Interno Cancellieri - spiega una nota del Viminale - preso atto dell'analisi dei fatti e dell'imponente sforzo che è in atto, anche sul piano investigativo, per l'individuazione dei responsabili e per garantire maggiore sicurezza ai cittadini di Roma, ha dato indicazione per un'ulteriore e decisa intensificazione delle azioni di prevenzione e contrasto. A conclusione della riunione, conclude la nota, ''è stato confermato, in prosecuzione delle misure già disposte, l'immediato incremento su Roma delle unità delle Forze di polizia, nel quadro degli impegni assunti con il recente Patto per la sicurezza. Il ministro Cancellieri ha espresso i sentimenti di profondo cordoglio e vicinanza alla comunità cinese così duramente colpita. Per le vittime del brutale omicidio, Roma Capitale ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie. Intanto Marco Wong, presidente onorario di Associna, dopo il duplice omicidio denuncia telefonate minatorie a fini estorsivi ai negozianti cinesi di Roma. "Se non paghi ti faccio fare la fine di quello lì...", avrebbe detto una voce al telefono a diversi esercenti cinesi, secondo quanto denunciato all'Adnkronos. "Sono stato contattato da diversi negozianti - afferma - le telefonate sono partite stamattina presto, a poche ore dall'omicidio" di Zhou Zeng e della sua bambina di appena 9 mesi. Ma la comunità cinese a Roma, più in generale, è da diverso tempo alle prese con un clima che non la fa vivere tranquilla. "Le rapine sono aumentate - spiega Wong - ormai sono sempre più frequenti", aggiunge. Eppure "molti commercianti non denunciano. Un po' per paura - ammette - un po' perché credono sia una perdita di tempo. Andare in commissariato, stare ore e ore in questura con mille difficoltà per farsi comprendere. Molti mi hanno detto che finiscono per sentirsi sottoposti a una sorta di terzo grado, e così la situazione diventa ancor più complicata". L'imperativo, però, "è denunciare, per fermare la spirale di violenza e degrado. E i cinesi che vivono in Italia devono capire - raccomanda Wong - che farlo torna utile all'intera comunità". E arriva anche una dichiarazione ufficiale dell'Ambasciata della Repubblica popolare Cinese in Italia: "Sollecitiamo l'Italia a prendere tutte le misure idonee a tutelare la sicurezza personale e patrimoniale dei cittadini cinesi" nel Paese. I parenti delle vittime saranno presto in Italia. "Hanno già chiesto il visto'', ha detto all'Adnkronos Sara Fang, giornalista de 'Il Tempo Europa Cina', bisettimanale dedicato alle comunità cinesi in Europa e in Italia, uscendo dall'ambasciata cinese a Roma dove si è svolta una riunione sulla tragica vicenda. "Nella comunità c'è tanta tristezza, rammarico ed anche concitazione - ha aggiunto Sara Fang - la morte di una bimba così piccola è un grande dolore per tutti. Non sono state organizzate manifestazioni o iniziative particolari, liberamente chi vuole potrà andare sul luogo della tentata rapina e lasciare una candela, un fiore o qualsiasi altro ricordo". "Abbiamo ricevuto anche una lettera da parte del Municipio VI - continua Sara Fang - con la quale la comunità cinese è stata invitata ad una riunione in municipio per parlare di sicurezza. E speriamo che gli agenti prendano presto i responsabili della tentata rapina".