Saldi, partenza sottotono: primo giorno calo del 15%. Va meglio negli outlet
Roma, 6 gen. (Adnkronos/Ign) - Partiti i saldi in tutta Italia ma le prime rilevazioni fatte da Telefono Blu Consumatori nelle 12 principali province consegnano subito dati in calo: -15% per i negozi nel primo giorno sempre il più affollato soprattutto per le firme. Negli ipermercati invece la riduzione è del 12%, minore negli outlet (solo il 5%). Ma anche oggi, giorno di festa, spiega una nota, con gli esercizi quasi tutti aperti, si annunciano cali ancora più importanti, che porteranno il dato vicino alla media prevista di un 20%.
La nota sottolinea poi che la riduzione delle spese delle vacanze di Natale, Capodanno e Befana ha avuto una contrazione complessiva del 25%. Ogni italiano metterà a disposizione per i saldi una cifra intorno ai 170 euro, circa 450 euro a famiglia (il Nord sarà più dispendioso superando i 200 euro pro capite, il Sud invece si attesta intorno ai 160 euro).
Telefono Blu ricorda poi il centralino unico al numero 199.44.33.78 per denunciare abusi e raggiri. Lo scorso anno le segnalazioni sono state 1200, di cui 1000 dalle 12 grandi città. Le più tipiche, merce non di stagione, etichette non chiare, mancato cambio merce, disagi nei cambi e pagamenti.
Secondo Federconsumatori, che cita i dati del proprio Osservatorio nazionale, seppure il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni), la spesa ammonterà complessivamente ad appena 2,4 miliardi di euro, decisamente inferiore a quella del 2011.
"Questo vuol dire - spiegano dall'associazione - che l'esborso di ogni famiglia varrà circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno (quando era stata di circa 277 euro per nucleo). Cifre che Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentano così: "Dopo queste risultanze molto negative, sia per quanto riguarda le vendite natalizie, sia per quanto riguarda i saldi e sia anche per quanto riguarda il mercato in generale, si tratta di prendere non solo atto della realtà economico-sociale del Paese ma di intervenire", dando risposte strutturali appropriate.
Le quali, continuano i due, devono "innanzitutto accelerare la fase di rilancio della politica economica e quindi il maggiore sviluppo per il Paese". Inoltre, aggiungono, "sono necessari seri processi di modernizzazione di interi settori della nostra economia, anche attraverso liberalizzazioni e modifiche strutturali che ridiano competitività al sistema. Senza dimenticarsi che, in casi particolarmente straordinari, le risorse possono essere trovate laddove esistono: patrimoni, ricchezze, rendite finanziarie ed evasione fiscale", concludono Trefiletti e Lannutti.
