Monti-Sarkozy: crediamo nell'euro e in Ue, ognuno faccia la sua parte
Parigi, 6 gen. (Adnkronos/Aki/Ign) - ''Crediamo nell'euro, nell'Europa e siamo d'accordo sul fatto che ognuno debba prendere le decisioni necessarie'' per affrontare la situazione la crisi. Così il presidente francese, Nicolas Sarkozy, al termine dell'incontro all'Eliseo con il premier Mario Monti.
"L'Italia e la Francia condividono una perfetta identità di vedute sull'avvenire dell'Europa e per risolvere la crisi di fiducia che è oggi al cuore dell'eurozona" ha detto il presidente francese, rimarcando "la competenza e le decisioni rapide" prese dal governo Monti per fare fronte alla situazione italiana. Sarkozy ha poi confermato che il 20 gennaio sarà a Roma con Monti e il cancelliere tedesco, Angela Merkel.
Il presidente del Consiglio dal canto suo ha sottolineato come sia ''essenziale" che "quella fiducia che noi abbiamo nell'euro" venga "condivisa dai mercati e questo permetta ai tassi di scendere". "Ci siamo trovati profondamente d'accordo sul fatto che in una fase così delicata dell'Ue è essenziale che ogni stato membro faccia fino in fondo quello che deve fare per consolidare il bilancio e realizzare riforme" ha affermato Monti che si è detto ''grato a Sarkozy per aver confermato la disponibilità" all'incontro di Roma per preparare l'eurogruppo del 23 gennaio e "soprattutto il Consiglio d'Europa". "Fa molto piacere vedere la fiducia con cui la Francia guarda all'Italia".
L'Italia è tornata tra i 'grandi' e "lavora mano nella mano con la Francia, così come con la Germania, per proseguire insieme verso la costruzione europea". Monti a Parigi, prima tappa della sua missione europea, si presenta con questo biglietto da visita ai partner Ue. L'Italia è tornata a ricoprire il suo ruolo tra i 'big' grazie a uno sforzo "senza pari tra gli altri Stati membri".
Misure corpose, come la riforma delle pensioni, sono già state approvate dal Parlamento italiano e, assicura il premier, altre ne verranno approvate nei prossimi due mesi. "Con questo treno di misure - scandisce Monti - l'Italia viaggia verso il pareggio di bilancio nel 2013 ovvero il saldo zero, con un avanzo primario, ossia un surplus pari al 5% del pil nel 2013, credo una cifra senza pari tra gli altri Stati europei".
Monti fa il suo primo intervento al convegno 'Nouveau Monde' dopo aver incontrato il premier francese Francois Fillon, e prima del faccia a faccia all'Eliseo con Sarkozy. Nel suo discorso il presidente del Consiglio rivendica dunque gli sforzi fatti dall'Italia, ma ora, incalza, è l'Europa che deve agire e deve farlo in tempi rapidi. Non disfi di giorno, come "Penelope, quanto fatto di notte".
Il premier non nasconde la preoccupazione per la capacità di reazione alla crisi da parte dell'Europa che si muove come "un alpinista sul crinale". Si tratta di "un momento cruciale" ma, sottolinea, "si può raggiungere la meta" dove la aspetta "una maggiore competitività, una maggiore capacità di crescere, una maggiore fiducia in se stessa e una funzione garbata di indirizzo anche alle altre parti del mondo che solo il peso della sua storia può darle".
"L'Europa - dice Monti - si è dimostrata più debole di quanto pensavamo che fosse e questo in particolare per le difficoltà a fare fronte ad una crisi che non riguarda l'euro ma riguarda gli aspetti finanziari e di bilancio pubblico di alcuni paesi". Ora, "l'Ue deve riuscire "da una maggiore integrazione'' ad accrescere la sua ''produttività e la crescita'' per trovare ''uno spazio adeguato'' nel nuovo equilibrio del mondo. Un mondo in cui le economie emergenti hanno "ritmi vertiginosi, mentre in Europa la crescita sta rallentando e rischia di fermarsi".
La controffensiva europea alla crisi deve essere rapida e comune perché altrimenti si rischiano nuove divisioni e incomprensioni. E' "necessario che i diversi paesi europei non proseguano da soli nella messa in atto'' della tassa sulle transazioni finanziarie, osserva tra l'altro il professore.
L'Ue rischia "la nascita e lo sviluppo di incomprensioni di fondo tra le popolazioni e gli Stati membri con il ritorno a pregiudizi tra il Nord e il Sud Europa tra i vecchi e i nuovi Paesi e questo con un potenziale di divisione molto grande", è l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio. Che però resta fiducioso: "L'Europa è sempre stata capace di trasformare le difficoltà in momenti di sviluppo".
Uno sforzo che l'Italia sta cercando, per quanto riguarda la sua parte, di concretizzare: "L'Italia ha fatto sforzi senza pari rispetto agli altri Stati membri, era giusto che lo facessimo e gli italiani hanno accettato, però hanno bisogno di vedere anche i benefici in termini di riduzione dei tassi di interesse, che tuttora sono molto elevati".
Durante il suo intervento al convegno, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha rimarcato che "il modo in cui la crisi è stata gestita negli ultimi mesi è stato sicuramente molto deludente", e "l'Ue si è dimostrata inadeguata", e occorre "dare all'Ue una vera banca centrale per gestire la stabilità e la liquidità del mercato".
''Ancora non abbiamo una soluzione alla crisi finanziaria", ha sottolineato Passera, precisando che "non esiste comunque una soluzione unica ma diverse". Tra queste, sicuramente il nuovo Patto di bilancio Ue, il "fiscal compact", è un "passo nella giusta direzione", come anche il semestre europeo, ma "l'Ue deve essere all'altezza delle sue aspettative".
Per questo "abbiamo bisogno di più innovazione e ricerca e investimenti, dobbiamo avere il coraggio di costruire questa competitività e affrontare la crisi con gli strumenti giusti", ha ammonito il ministro, per il quale "certamente ci stiamo muovendo nella buona direzione, certamente non ci stiamo muovendo sufficientemente veloci".
"Ogni Paese ha le sue priorità e le sue caratteristiche - ha detto Passera - quindi non c'è un piano d'azione che vada bene per tutti" per uscire dalla crisi, ma ogni stato deve dare il suo contributo, e l'Italia in questo senso "è un caso emblematico".
