Beirut, 7 gen. (Adnkronos) - Il ministro siriano degli Interni ha promesso di usare il "pugno di ferro" in risposta all'attentato di ieri a Damasco, che ha provocato 26 morti e 63 feriti. "Colpiremo con il pugno di ferro contro chiunque minacci la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini", ha affermato Ibrahim al-Shaar parlando questa mattina alla televisione di Stato. Il ministro ha aggiunto che 15 vittime non sono state ancora identificate a causa dello strazio dei loro corpi. Gruppi dell'opposizione accusano intanto il regime di aver organizzato tutto. "L'area è stata chiusa poco prima dello scoppio e la gente dell'area è stata avvertita perché rimanesse in casa", ha detto un attivista siriano che ha parlato con l'agenzia stampa Dpa nel nord del Libano. L'uomo ha aggiunto che le forze di sicurezza hanno portato sul posto i corpi di persone uccise a Daraa e Homs per aumentare il numero delle vittime. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki moon ha espresso "grave preoccupazione" per il deterioramento della situazione in Siria . "Tutta la violenza è inaccettabile e deve cessare", ha affermato Ban. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato l'attentato in una dichiarazione alla stampa in cui si parla di "atto odioso". Martedì prossimo la questione siriana sarà nuovamente all'ordine del giorno, ma gli Stati Uniti non sono ottimisti sulla possibilità di una risoluzione che condanni la repressione del regime contro i manifestanti. Cina e Russia hanno finora minacciato di opporre il veto, anche se in dicembre l'Assemblea Generale ha approvato a stragrande maggioranza una risoluzione che condanna le violenze. "Ritengo che si tratterà solo della prossima tappa delle trattative - ha detto la portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, parlando della prossima riunione del Consiglio - non credo che ci si aspetti di concludere martedì". Secondo le stime dell'Onu, dall'inizio della protesta in Siria vi sono stati 6mila morti.