Svizzera, lascia il presidente della Banca centrale dopo lo scandalo sulle transazioni
Roma, 9 gen. (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Bns, la banca centrale Svizzera, Philipp Hildebrand ha rassegnato le dimissioni, con effetto immediato. La decisione è stata presa dopo che sua moglie, Kashya, è stata accusata di aver ottenuto una ricca plusvalenza con alcune operazioni valutarie, con il sospetto che abbia sfruttato le informazioni privilegiate del marito.
Il vicepresidente del direttorio della Banca nazionale svizzera (Bns) Thomas Jordan assume la presidenza ad interim, ha annunciato oggi alla stampa Hildebrand. La nomina del nuovo presidente è di competenza del Consiglio federale. Hildebrand ha aggiunto che si ritira anche dagli incarichi internazionali, in particolare dal posto nel Financial Stability Board. Questi mandati sono infatti legati alla sua carica di presidente del direttorio del Bns.
In una nota il Consiglio di banca della Bns scrive che la Svizzera, con le dimissioni di Hildebrand dalla presidenza della direzione della Banca nazionale, ''perde una personalità eccellente con una enorme rete di contatti internazionali estremamente utile al Paese''. Le dimissioni non compromettono assolutamente le capacità di decisione e di manovra dell'istituto d'emissione, aggiunge la nota.
Dopo l'annuncio delle dimissioni di Hildebrand, il franco svizzero si è rafforzato. Successivamente è ritornato ai livelli precedenti la comunicazione. L'euro per un istante era negoziato a 1,2106 franchi, il minimo dal 20 settembre 2011. Il 6 settembre la Bns aveva fissato un cambio minimo di 1,20 franchi per un euro. Successivamente la valuta unica si è riportata a circa 1,2140 franchi. Andamento analogo per il dollaro, passato momentaneamente da 95,2 a 94,9 centesimi, per risalire a 95,1.
Nella conferenza stampa in cui ha annunciato il suo ritiro, Hildebrand ha sottolineato che l'attuale corso della politica monetaria sarà portato avanti con fermezza e che la soglia minima rimane a 1,20 franchi per un euro.
