Liberalizzazioni, il decreto legge al Consiglio dei ministri il 19 gennaio
Roma, 13 gen. (Adnkronos) - Approderà al Consiglio dei ministri del 19 gennaio prossimo il decreto legge sulle liberalizzazioni. E' quanto si apprende da fonti ministeriali.
La scelta di anticipare il varo del provvedimento, spiegano le stesse fonti, non è casuale. Il 20 gennaio, infatti, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha in agenda l'incontro con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Roma.
L'intenzione di Monti è di arrivare all'appuntamento con il pacchetto già approvato dal Consiglio dei ministri, rafforzando così la posizione italiana che, dopo la riforma previdenziale, potrà presentare un altro intervento strutturale.
Intanto, il premier ha incontrato oggi i partiti per parlare di liberalizzazioni. La delegazione del Terzo polo ha fatto il suo ingresso a palazzo Chigi intorno alle 13. ''L'incontro è andato molto bene, le liberalizzazioni devono essere fatte non solo nei confronti dei soliti noti ma anche nei confronti dei poteri forti - ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini - Liberalizzazioni significa più concorrenza, più vantaggi per i consumatori e non solo taxi, farmacie ed edicole ma servizi pubblici locali e implicazioni per i poteri forti''.
Successivamente Monti ha ricevuto la delegazione del Pdl , formata dal segretario Angelino Alfano e dai capigruppo parlamentari Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, e, nel corso della giornata, vedrà anche il Pd.
Secondo la stima fornita dall'Adiconsum, le liberalizzazioni porterebbero un risparmio medio di più di 1000 euro a famiglia e un aumento del Pil tra l'1 e il 2%.
Ma la Cgia di Mestre mette in guardia contro le liberalizzazioni all''italiana': quelle realizzate fino ad ora sono costate alle famiglie quasi 110 mld di euro (precisamente 109,6 mld di euro). L'apertura dei mercati delle assicurazioni sui mezzi di trasporto, dei carburanti, del gas, dei trasporti ferroviari ed urbani e dei servizi finanziari, denuncia, non ha portato nessun vantaggio economico ai consumatori italiani.
