Roma, 15 gen. (Adnkronos) - In luna di miele tra i dispersi della Costa Concordia. Taku e Maiko Notomi, 34 anni, da Fukuoka, non lontano da Nagasaki, sull'isola di Kyushu, in Giappone, fino a questa mattina erano considerati dispersi. Di loro non si avevano più tracce, ma, in realtà, la giovane coppia era già a Roma da ieri sera. Sono arrivati in autobus, da soli, e senza documenti, abbandonati per necessità a bordo della nave da crociera. E come loro sono arrivati nella Capitale e stanno bene tutti i 41 passeggeri giapponesi che si trovavano a bordo della Concordia. Quando sono scesi dall'autobus, Taku e Maiko non sapevano dove andare e si sono rivolti al Commissariato Viminale. Ed è proprio lì, a due passi dall'albergo in cui li ha poi sistemati l'agenzia che ha organizzato loro il viaggio in Italia e la crociera, che l'Adnkronos li incontra per farsi raccontare la loro odissea. Venerdì sera, erano già a letto quando la nave si è incagliata sulle ''scole'' a ridosso di Punta Gabbianara, al Giglio. A svegliarli di soprassalto è stato un forte botto, raccontano all'Adnkronos. Spaventati, si sono vestiti in fretta e furia, e sono usciti dalla loro cabina, che si trovava al secondo piano della nave. Sono riusciti a salire su una scialuppa al ponte del quarto piano - con la Concordia in quel momento già inclinata allo stesso livello dell'acqua- dopo un primo tentativo inutile al quinto piano, dove tutte le imbarcazioni di salvataggio erano già piene. ''Siamo letteralmente saltati sulla scialuppa di salvataggio, insieme''. In quel momento, ''abbiamo avuto molta paura, ci sembrava di essere sul Titanic, sulla nave era difficile anche solo rimanere in piedi eretti, siamo quasi caduti in mare, dovevamo aggrapparci agli scorrimano sulle pareti'', racconta Maiko, interrompendosi spesso per confrontare i suoi ricordi con Taiko e aiutandosi con i gesti per spiegare. ''Abbiamo trascorso una notte fredda al Giglio, la gente di lì ci ha ha aiutato, sono stati tutti molto gentili. Verso l'alba, un militare ci ha indirizzato al traghetto per Porto Santo Stefano''. Una volta arrivati al porto, ''abbiamo preso un autobus per Roma, forse un autobus speciale'', aggiunge Maiko. ''La nostra, è stata una luna di miele davvero speciale, non solo perché abbiamo aspettato due anni a farla dopo esserci sposati'', spiega Maiko, mostrandoci la fotografia che, con il marito, è comunque riuscita a scattare prima di abbandonare la nave. ''Ma ora non vediamo l'ora di tornare a casa''.