"Guarda la tua isola". Il disastro per una 'bravata' del comandante Clini: rischio ambientale altissimo
Grosseto, 16 gen. (Adnkronos/Ign) - Si aggrava il bilancio delle vittime del naufragio della nave Costa Concordia all'Isola del Giglio: è stato trovato il cadavere di un uomo. Sono adesso 6 i morti nella sciagura, e 16 i dispersi. Il corpo era nel secondo ponte, in una parte non invasa dall'acqua. Aveva il giubbotto salvagente ed era un passeggero. Ieri erano state tratte invece in salvo tre persone, due sposini coreani e il commissario capo di bordo Manrico Giampetroni, che nonostante avesse una gamba rotta è riuscito a mettere in salvo molti passeggeri.
Fra i dispersi ci sono anche un uomo, Williams Arlotti, e sua figlia Dayana, di 5 anni. ''Sono scivolati in acqua nel corridoio fra il punto di ritrovo A e B" riferisce la cugina Sabrina Ottaviani. "Qualcuno ha detto alla compagna che li avevano tirati su con delle corde ma di loro non c'e' traccia" prosegue Sabrina che ha un'agenzia di viaggi a Gambettola. La compagna dell'uomo, infatti, e' riuscita a salire su di una scialuppa di salvataggio, ma da quel momento ha perso le tracce del fidanzato e della bambina.
Secondo quanto riferisce la stampa tedesca poi, mancherebbero all'appello anche 12 passeggeri tedeschi. I dispersi però potrebbero anche essere riusciti a mettersi in salvo e aver lasciato il posto senza essere registrati. L'ambasciata americana riferisce inoltre di due passeggeri statunitensi di cui non si hanno notizie. In tutto, i cittadini americani imbarcati sulla nave erano 120, di cui, 118 sono stati rintracciati.
Straziante poi l'appello che lanciano da Lima i genitori di Erika Soria, 26enne peruviana al suo quarto viaggio come membro dello staff di Costa Crociere. "Bisogna intensificare le ricerche, per trovarla dovunque si trovi, viva o morta".
A peggiorare la situazione oggi ci ha pensato il meteo, con il mare mosso che ha provocato lo spostamento della nave di nove centimetri, costringendo le autorità a sospendere le ricerche dei superstiti fino al primo pomeriggio. Già da ieri gli esperti hanno espresso il timore che le onde del mare ingrossato possono provocare uno spostamento del relitto e farlo sprofondare a 70 metri rispetto al gradino di 37 metri su cui è appoggiato lo scafo. Se sprofondasse a 70 metri, la nave si inabisserebbe completamente, e a quel punto finirebbe ogni speranza di trovare vivi i superstiti rimasti intrappolati a bordo.
Una condizione che potrebbe portare a un disastro ambientale. In serata sono attesi sull'Isola del Giglio una ventina tra tecnici e ingegneri della societa' olandese Smit Salvage, la societa' specializzata incaricata di recuperare il carburante oltre 2.300 tonnellate - dai serbatoi della nave Concordia.
"Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è quello di evitare che il carburante esca dalla nave. Stiamo lavorando su questo" ha dichiarato il ministro per l'Ambiente Corrado Clini annunciando che il prossimo consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di emergenza. "Bisogna fare in fretta - ha sottolineato ancora il ministro - perché se cambiano le condizioni meteo-climatiche potremmo trovarci in una situazione diversa da quella di oggi con il rischio grave per la tenuta dello scafo. Lo ripeto, stiamo cercando di fare molto in fretta -ha aggiunto - tenendo conto che probabilmente ci sono ancora vite umane da salvare". "Abbiamo poco tempo per intervenire e svuotare i serbatoi per evitare che la nave subisca ulteriori danni. Dobbiamo evitare che le condizioni climatiche mettano a rischio lo scafo per evitare la fuoriuscita di carburante perche' le conseguenze sarebbero gravi. Stiamo preparando l'intervento, ma anche dobbiamo prepararci a circoscrivere la zona nel caso ci fosse una fuoriuscita. Vista la situazione stiamo lavorando al limite'' ha spiegato Clini. Secondo il ministro dell'Ambiente "le zone che potrebbero essere interessate dallo sversamento, naturalmente dipenderà anche molto dal flusso delle correnti, è sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero Arcipelago e la costa". Il ministro aveva lanciato inoltre la proposta di limitare il passaggio delle navi nelle zone piu' sensibili. "Si tratta di una norma di buonsenso - ha replicato Clini - il buonsenso infatti suggerisce che se il valore principale che dobbiamo tutelare è quello del nostro patrimonio naturale-paesaggistico, che poi è anche una risorsa fondamentale per il turismo, dobbiamo evitare che il nostro patrimonio venga messo a rischio".
E mentre si aggrava sempre di più la posizione del comandante Francesco Schettino, la Procura di Grosseto starebbe valutando l'invio di almeno altri tre avvisi di garanzia per altrettanti ufficiali della nave Costa Concordia. Gli inquirenti stanno ascoltando decine di testimoni tra passeggeri e membri dell'equipaggio e molti di questi avrebbero riferito che anche alcuni alti ufficiali della nave avrebbero condiviso delle responsabilita' con il comandante Schettino e anche loro avrebbero abbandonato la Costa Concordia ore prima della conclusione delle operazioni di salvataggio, imbarcandosi sulle scialuppe. Secondo quanto si apprende, per tre ufficiali sarebbero quindi in arrivo avvisi di garanzia con gli stessi capi di accusa del comandante: omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave.
Per quanto riguarda il comandante Schettino, domani a Grosseto si terrà l'udienza di convalida dell'arresto. Secondo alcuni testimoni, il comandante avrebbe fatto avvicinare la nave alle coste dell'Isola per una specie di 'gioco' o 'bravata' nei confronti di un maitre di bordo, il gigliese Antonello Tievoli. Schettino avrebbe chiamato sul ponte di comando Tievoli dicendogli: ''Antonello vieni a vedere, c'e' la tua Isola, stiamo sopra al tuo Giglio''. Quando il maitre ha visto dove si trovava avrebbe detto al comandante: ''Attenti, siamo vicinissimi alla riva''. Ma ormai era troppo tardi.
Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha riferito che i magistrati che indagano sul naufragio sono rimasti ''colpiti dalla spregiudicatezza della manovra azzardata del comandante mentre la Procura sta ''verificando la catena di comando della nave Costa Concordia, per appurare se ci sono altre responsabilita' oltre quella del comandante''.
Schettino, secondo quanto sospettano gli inquirenti, voleva recuperare la scatola nera con l'intenzione di sabotarla. Dopo aver abbandonato la nave, ore prima che fossero completate le operazioni di salvataggio, Schettino si sarebbe offerto di recuperare la scatola nera. Secondo quanto trapela da fonti giudiziarie, il comandante avrebbe voluto così sottrarre informazioni preziose per le indagini, e inquinare le prove, distruggendo così le indicazioni utili a ricostruire la dinamica dell'incidente.
E' confermato inoltre che Schettino aveva abbandonato la nave e si è rifiutato di risalire - pur invitato ad agire così dai soccorritori - venendo così meno agli obblighi di legge che gli impongono di coordinare l'evacuazione e di abbandonare la nave per ultimo.
La stessa compagnia di navigazione ha preso di fatto le distanze da Schettino, in una nota emessa nella notte, in cui parla di ''gravi errori del comandante''. L'armatore sostiene che Francesco Schettino potrebbe ''non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali''. Contro di lui ''sono state mosse gravi accuse. Sembra - si legge nella nota - che abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell'emergenza non abbiano seguito le procedure''.
