Milano, 18 gen. (Adnkronos) - La Banca Centrale europea dovrebbe valutare i collaterali conferiti dalle banche per ottenere liquidità senza utilizzare i giudizi emessi dalle agenzie di Rating. Lo afferma il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, al termine del comitato esecutivo dell'Associazione, riunitosi a Milano. ''Dato che l'attività di intrapresa è libera - ha continuato Mussari - e le agenzie di rating sono imprese commercali cui nessuno può impedire di fare il loro lavoro, se non si è convinti del lavoro di un fornitore c'è solo uno strumento: non utilizzarne più i risultati. Sarà banale, ma non vedo soluzione diversa''. In un report pubblicato ieri da Deutsche Bank si spiegava che, nel caso in cui anche Fitch e Moody's dovessero tagliare il rating sovrano dell'Italia, le banche italiane avranno bisogno di collaterale addizionale per ottenere fondi dalla Banca centrale Europea. Per Mussari questo ''rischio paventato è assolutamente vero ed è sicuramente una preoccupazione. Rispetto a questo vi è un solo rimedio: che in Europa, da parte delle autorità, si cessi di dare peso a queste valutazioni esterne e si operi in maniera severa con valutazioni interne. Se si ritiene che il lavoro di questi operatori commerciali non sia sufficientemente in grado di fornire un quadro preciso rispetto ai rischi insiti in ogni posizione debitoria, c'è un solo modo per ridurne gli impatti: non utilizzarli'', ha ribadito. Secondo Mussari, che ha risposto ad una specifica domanda sul punto, '' nello stesso tempo però bisognerebbe dotarsi di strumenti in grado di sostituire queste valutazioni con altre valutazioni ritenute piu' congrue''. Alla domanda se sarebbe utile una agenzia di rating europea, Mussari ha risposto osservando che ''la Bce non ha bisogno di creare un'agenzia europea per valutare la qualità dei collaterali che le vengono portati.''. ''Il giudizio che abbiamo espresso sulla sostenibilità del debito pubblico italiano - ha poi affermato - è noto. Peraltro, questa politica degli annunci non mi pare del tutto congrua. Tutti i nostri associati, quotati e non quotati, stanno molto attenti a come comunicare al mercato, aspettando'', tra l'altro, ''sempre che sia chiuso. Mi pare una metodologia non congrua rispetto alle regole che questo Paese si è dato''.