Smit Salvage: per rimuovere la nave ci vorranno alcuni mesi
Grosseto, 18 gen. - (Adnkronos/Ign) - Per rimuovere il relitto della Costa Concordia dagli scogli dell'Isola del Giglio ci vorranno ''alcuni mesi''. Lo ha detto Max Iguera, responsabile delle operazioni all'Isola del Giglio della Smit Salvage, la ditta specializzata olandese incaricata dalla Costa Crociere di rimuovere il carburante. L'operazione ''è molto complicata'', ha sottolineato Iguera arrivando all'Isola del Giglio.
Per quanto riguarda invece il recupero delle 2.400 tonnellate di combustibile dai serbatoi della Costa Concordia, Iguera ha confermato che ci vorranno dalle 2 alle 5 settimane, come era emerso anche nei giorni scorsi. L'operazione di pompaggio dovrebbe partire tra qualche giorno quando i tecnici avranno riscaldato il carburante. ''Ieri - ha continuato Iguera - sono giunti sull'isola alcuni tir con tutti i macchinari necessari per la rimozione del carburante: ci sono pompe, valvole, impianti di riscaldamento del combustibile, l'impianto hot-tapping di proprietà della Smit, che permetterà - spiega - di fare la perforazione delle cisterne e contestualmente senza avere inquinamento poter iniettare acqua e rimuovere il carburante che probabilmente dovrà essere preriscaldato perché il combustibile da nave è particolarmente denso e va mantenuto riscaldato attraverso un impianto di produzione vapore. Più il tempo passa e più si addensa, ma per fortuna la temperatura è piuttosto mite''.
"Per cominciare a pompare ci vorranno sicuramente alcuni giorni in accordo con i sommozzatori dei vigili del fuoco, guardia costiera e l'autorità marittima'' ha detto ancora l'esperto spiegando che le cisterne di carburante si trovano su entrambi i fianchi della Costa Concordia, cioè anche su quello completamente sommerso e su cui poggia la nave. ''Le cisterne che sono sul lato esterno, rispetto all'isola - spiega Iguera - sono raggiungibili con una certa agilità. Le cisterne sul lato opposto sono ovviamente molto più difficili da raggiungere. La nave ha circa venti cisterne e ogni cisterna avrà una propria problematica per poter essere raggiunta''.
Dal canto suo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha affermato che lLa situazione degli interventi sulla nave "Concordia" è "al limite" e la priorità "resta il salvataggio delle vite umane". Solo dopo si passerà alla fase successiva: lo svuotamento dei serbatoi. Il ministro ha spiegato come si sta procedendo: "stiamo progettando gli interventi che -ha puntualizzato- saranno a carico della compagnia armatrice. E' stata incaricata un'importante società internazionale, di base in Olanda, che ha una riconosciuta e consolidata capacità operativa. Speriamo di poter avviare quanto prima l'operazione di recupero del carburante ma, certamente, la priorità è completare gli interventi relativi al possibile salvataggio di passeggeri che fossero ancora intrappolati nella nave".
"Il fattore limitante sono le condizioni meteo climatiche. Al momento la nave si trova in una condizione di equilibrio instabile ma comunque tale da consentire le operazioni di recupero del carburante in sicurezza. Qualora la nave dovesse assumere posizioni diverse o scivolare verso il fondo, le cose potrebbero essere più difficili e più molto più complicato sarebbe se ci dovessimo trovare a fronteggiare una rottura di componenti della nave". "C'è già un danno ambientale -ha continuato Clini- provocato nei fondali di fronte all'Isola del Giglio. Per ora è un danno molto, molto contenuto ma il bilancio dovremo farlo al termine delle operazioni".
Intanto il Poseidon, il battello oceanografico dell'Arpat, sta raggiungendo le acque dell'Isola del Giglio per effettuare prelievi dell'acqua nello specchio di mare dove è avvenuto il naufragio. Sono interessate all'indagine, in particolare, le acque a valle della corrente in direzione sud-nord. I campioni, precisa un comunicato della Regione Toscana, saranno poi sottoposti ad analisi multiparametrica.
Già ieri i tecnici dell'Arpat imbarcati su un mezzo della Guardia costiera hanno prelevato campioni di acqua superficiale che sono attualmente in lavorazione presso il laboratorio di Siena. Il Poseidon è un battello oceanografico progettato e costruito appositamente per svolgere attività di monitoraggio marino e costiero. Tra le sue peculiarità la capacita' di compiere campagna oceanografiche costiere della durata di diversi giorni.
