Torino, 21 gen. (Adnkronos) - "Fin dalle prossime ore concorderò con il presidente Schifani l'agenda delle riforme che vedranno l'avvio della discussione al Senato e ciò che al contrario avrà nella Camera la culla, con l'auspicio che si riesca finalmente a realizzare quell'impianto riformatore che e' indispensabile per il Paese". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini intervenendo a Torino ad una iniziativa di Futuro e libertà. "Un anno e mezzo di legislatura rappresentano un tempo che può essere impiegato dal Parlamento per alcune limitate riforme istituzionali e soprattutto per una legge elettorale che è davvero indispensabile". Anche il Pdl vuole stringere sui tempi. "Noi suggeriremo di accelerare sul tema delle riforme in Parlamento", ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano a Padova. "Noi crediamo che i grandi partiti debbano impegnarsi in questro sforzo di accelerare sul tema delle riforme per dare senso a ciò che i 12-14 mesi prossimi possano rappresentare per il nostro Paese - ha aggiunto -. Ci sforzeremo al massimo di contribuire al processo di ammodernamento dell'architettura dello Stato: vogliamo cambiarla per fare sì che la democrazia italiana sia in grado di prendere decisioni rapide e sia più efficiente". Inoltre "noi siamo per salvaguardare i pregi dell'attuale legge elettorale: in primo luogo il fatto che i cittadini sanno in anticipo chi è il primo ministro, nel caso in cui vinca il centrosinistra o nel caso in cui vinca il centodestra, dal 1948 al 1994 non lo sapevano". E "siamo per eliminare i difetti di questa legge elettorale - ha spiegato - occorre restituire ai cittadini il diritto di scegliere i loro eletti". Per Dario Franceschini è la conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato, la sede in cui lavorare per riforme istituzionali e legge elettorale. "Lì - ha osservato - si potrà registrare senza ambiguità chi vuole cambiare le regole e chi invece fa solo finta. Il Pd le vuole cambiare davvero". Quanto al sistema elettorale, Franceschini torna a ribadire l'apertura verso un sistema proporzionale "con una norma, magari, che obblighi a dichiarare le alleanze prima".