Tripoli, 21 gen. (Adnkronos/Aki) - Il presidente del Consiglio Mario Monti ha ribadito che la delegazione del governo italiano giunta oggi a Tripoli ''è grata per l'invito e per l'accoglienza riservatale dalle autorità libiche''. Monti ha ricordato che ''l'Italia ha contribuito al successo della rivoluzione'' e ha dichiarato che ''abbiamo dato la nostra convinta disponibilità per la stabilizzazione democratica e la ricostruzione della Libia''. Il presidente del Consiglio ha quindi annunciato che è stata siglata una lettera d'intenti tra i ministri della Difesa di Italia e Libia. Il documento, ha sottolineato Monti, prevede la ''conferma delle relazioni speciali tra Italia e Libia, il sostegno alla stabilizzazione democratica, alla ricostruzione della Libia e la disponibilità delle Forze Armate italiane all'avvio di una collaborazione nel settore della sicurezza attraverso interventi a medio e lungo termine''. Il presidente del Consiglio ha poi confermato che dopo la missione di oggi a Tripoli ''ci sarà un follow up attraverso vari ministri sia da una parte che dall'altra'', annunciando che sia il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera, che il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, saranno a Tripoli per una visita che avrà luogo nel mese di febbraio. L'''Italia per lunghi anni è stata un partner importantissimo per il nostro Paese e le nostre relazioni sono andate oltre l'economia. Questo rapporto sarà sicuramente forte'', ha affermato, da parte sua, il premier del Cnt libico, Abdurrahim al-Keib. Al-Keib ha descritto l'incontro con Monti e i ministri della Difesa, Giampaolo Di Paola, e degli Esteri, Giulio Terzi, come un'''occasione che ha permesso di discutere del rafforzamento delle relazioni di cooperazione tra i due Paesi''. Il premier libico ha ribadito quindi la volontà di mantenere un ''partneriato attivo tra i due Paesi, basato su nuove fondamenta e nuove visioni alla luce della rivoluzione del 17 febbraio''. Inoltre, a proposito del Trattato di amicizia sottoscritto dal governo Berlusconi con il regime di Muammar Gheddafi, il premier libico ha affermato che ''la Libia manterrà la parte relativa al risarcimento dell'Italia per il periodo coloniale''. ''Le scuse degli italiani sono state accettate'', ha concluso al-Keib rispondendo a una domanda dei giornalisti. A Tripoli anche l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. ''La produzione dell'Eni in Libia ormai ha raggiunto il livello prebellico'', ha annunciato l'ad. L'Eni, ha aggiunto parlando ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL, punta a ''far arrivare la produzione di petrolio in Libia a 300mila barili al giorno''. ''Abbiamo una prospettiva di ulteriore crescita in Libia'', ha concluso. In occasione della visita del premier Monti è avvenuta oggi la restituzione alle autorità libiche della 'Testa di Domitilla'. Si chiude così la vicenda più che ventennale di questa scultura marmorea raffigurante la figlia dell'imperatore Vespasiano (Domitilla Minore), datata al primo secolo dopo cristo. La testa era stata rubata all'inizio degli anni '90 dal museo libico di Sabrata per finire solo recentemente all'asta. La scultura era stata presentata come facente parte di un lotto proveniente da una collezione privata svizzera e, nell'aprile scorso, se l'era aggiudicata un acquirente italiano. Successivamente era stata scoperta la reale provenienza della scultura e l'opera era stata recuperata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Il collezionista italiano che l'aveva acquistata è stato rimborsato dalla casa d'aste.