Isola del Giglio, 21 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono riprese le ricerche dei dispersi nel naufragio della Costa Concordia. E' stato trovato oggi il cadavere di una donna, in avanzato stato di decomposizione, a poppa della nave. Il bilancio delle vittime sale così 12 morti e 21 dispersi. I sub che stanno compiendo le ricerche nella parte sommersa del relitto, entrano di persona nelle varie aree e cabine della nave, dove sono stati aperti più varchi con le microcariche di esplosivo. Per accelerare i tempi di ispezione, i sommozzatori dei vigili del fuoco stanno inoltre perlustrando la parte emersa della nave con telecamere a fibra ottica. Si tratta di telecamere dotate di particolari sensori che permettono di ispezionare le cabine praticando un piccolo foro. Oggi è stato recuperato l'hard disk di bordo. Il supporto contiene i video di telecamere che inquadravano varie parti della nave, tra cui la plancia di comando. Un elemento fondamentale ai fini delle indagini: si potrà infatti ricostruire dov'era il comandante Francesco Schettino al momento del naufragio. L'hard disk è stato affidato a degli specialisti, che stanno verificando se i dati sono sempre leggibili. Altre parti del Vdr (il sistema di registrazione definito 'scatola nera' e fondamentale proprio ai fini dell'indagine) devono essere invece ancora recuperate. I sub hanno trovato anche la cassaforte nella cabina del comandante . Verosimilmente potrebbero esservi custoditi documenti o supporti informatici utili per le indagini. Dopo due giorni di tentativi andati a vuoto a causa della difficoltà ad aprire la porta, i sommozzatori sono infatti riusciti a entrare nella cabina di Schettino, recuperando oggetti, effetti personali ma soprattutto carte e documenti appartenenti al comandante. Il tutto verrà ora acquisito agli atti dell'inchiesta della Procura di Grosseto. Per quanto riguarda Schettino, oggi la Procura di Grosseto ha depositato al Tribunale del Riesame di Firenze il ricorso contro la decisione del gip Valeria Montesarchio che ha concesso gli arresti domiciliari al comandante della Costa Concordia, rifiutando di confermare la misura di custodia cautelare in carcere. La Procura di Grosseto chiede invece che il comandante torni in carcere perché, come spiegato nei giorni scorsi dal procuratore capo Francesco Verusio, c'è il timore dei magistrati che Schettino possa fuggire o anche inquinare le prove. La difesa del comandante, a sua volta, sta preparando un ricorso sempre al Tribunale del Riesame, ma per chiedere la revoca degli arresti domiciliari, perché - come già spiegato dal legale di Schettino - non sussistono le condizioni per la misura restrittiva. Sempre sul fronte dell'inchiesta, gli inquirenti stanno verificando se fosse attivo effettivamente l'Ais della Capitaneria di Porto di Livorno, ovvero il sistema di rilevamento satellitare, la sera del naufragio all'isola del Giglio. Sul 'brogliaccio' del ''cronologico degli eventi accaduti il 13 e 14 gennaio 2012'', il capo turno alle 22 scrive: ''Tutto regolare''. E alle 22.06 scrive di essere stato contattato dai carabinieri di Prato, perché la figlia di una passeggera riferisce che la mamma le ha parlato di problemi a bordo della Costa Concordia. Ma ''al momento non abbiamo segnalazioni di nave in difficoltà'', scrive sul brogliaccio sempre alle 22.06 il capo turno della Capitaneria di Porto di Livorno. Questi dati verranno ora confrontati con le affermazioni del capitano di vascello Nerio Busdraghi, del Comando generale delle Capitanerie di Porto, che ieri pomeriggio ha incontrato i pm della Procura di Grosseto: ''L'operatore della Capitaneria di Porto di Livorno - ha detto Busdraghi - quella sera ha notato qualcosa di anomalo nella rotta della nave e lo ha prontamente segnalato''. Gli inquirenti vogliono capire come mai alle 22 del 13 gennaio veniva segnalato ''tutto regolare'', mentre alle 21.40 c'era stato l'impatto. Il presidente di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, intervistato oggi su Le Figaro, ha chiesto che i comandanti di nave non abbiano più "potere assoluto". "E' una legge prescritta dal codice internazionale di navigazione - ha spiegato - bisogna instaurare a terra un sistema di sorveglianza con segnali e allarmi acustici quando una nave devia dalla sua rotta. Instaurare una direzione più collegiale sulla rotta". Foschi giudica "incomprensibile" il comportamento del comandante Schettino, sottolineando che non aveva "mai dato il minimo segno di cedimento, né sul piano tecnico né su quello umano". "Sapevamo che aveva un ego molto pronunciato, che amava dimostrare il suo valore - ha aggiunto - ma nei suoi compiti ci dava ogni soddisfazione". All'isola del Giglio come spesso succede in aree colpite da tragedie o catastrofi, sta andando in scena in questi giorni il 'turismo del dolore'. I traghetti sono pieni, così come hotel e ristoranti. Intere famiglie e comitive di turisti si stanno imbarcando per trascorrere alcune ore o un paio di giorni all'Isola del Giglio e riprendere con videocamere e macchine fotografiche o anche con i telefonini il relitto della Concordia. Intanto è sempre corsa contro il tempo per scongiurare il disastro ambientale. Dopo che il Consiglio dei ministri di ieri sera ha deliberato lo stato d'emergenza per il naufragio della Concordia, questa mattina all'isola del Giglio è arrivato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, nominato commissario delegato per l'emergenza. ''Le ricerche dei dispersi nel naufragio continueranno'' ha assicurato Gabrielli, facendo il punto sull'emergenza. La Concordia, ''non sta avendo particolare stress, è abbastanza stabile'', ha aggiunto il capo della Protezione civile. Contemporaneamente alla ricerca dei dispersi, però, ha sottolineato Gabrielli, occorre "prevenire il disastro ambientale". Partendo da un dato di fatto: "la contaminazione dell'ambiente è già avvenuta". Gabrielli ha spiegato infatti che "noi siamo concentrati su quelle 2.400 tonnellate di carburante, ma non dobbiamo dimenticare che in quella nave ci sono olii, solventi, detersivi, tutte cose - ha aggiunto il capo della Protezione civile - che servono su una 'cittadina' di 4.000 abitanti". Gabrielli punta infine il dito anche contro alcuni "problemi che abbiamo avuto sotto il profilo dell'informazione" e annuncia: "Da oggi la struttura che opera all'Isola del Giglio per l'emergenza legata al naufragio della Costa Concordia parlerà con una sola voce. Ho pregato le varie strutture di non far permanere sull'isola nessun portavoce. Questo non significa pensiero unico - ha concluso il capo della Protezione Civile - ma vuol dire rendere un servizio in termini di informazione corretta". Sul fronte dei risarcimenti infine, cominciano a muoversi anche gli stranieri. Entro mercoledì a Miami verrà presentata la class action che il Codacons e due studi legali Usa intendono avviare contro Costa Crociere, secondo quanto ha riferito Mitchell Proner, legale dello studio Proner & Proner. Alla Costa Crociere, proprietà dell'americana Carnival Group, verrà richiesta quale indennizzo per ciascun passeggero una somma a partire da 160mila dollari. In ricordo delle persone che hanno perso la loro vita in mare "per un gesto sconsiderato" il comune del Giglio sta pensando di far diventare la pietra che ha squarciato la Concordia una stele in memoria del naufragio. "Lo scoglio ancora conficcato nello scafo - spiega all'Adnkronos il vice sindaco Mario Pellegrini - potrebbe diventare una stele funeraria in memoria delle vittime". "Simbolicamente - aggiunge Pellegrini - quel sasso ricorderà la terribile tragedia avvenuta nel nostro mare".