Baghdad, 23 gen. - (Adnkronos/Aki) - Le forze di sicurezza irachene hanno arrestato sette persone appartenenti a una cellula e che hanno confessato la loro diretta responsabilita' nell'attentato del 12 novembre 2003 contro la base italiana di Nassiriya, che costo' la vita a 28 persone, 19 italiani e nove iracheni, e il ferimento di altre 58, tra cui 19 italiani. Lo ha riferito all'agenzia irachena 'Aswat al-Iraq' un funzionario della provincia irachena di Dhi Qar, circa 300 chilometri a sud di Baghdad. "Le indagini sul recente attentato suicida perpetrato a Batha (una cinquantina di chilometri da Nassiriya) hanno portato all'arresto di un gruppo di sospettati", ha spiegato la fonte, sottolineando che "per ora sette di loro hanno confessato di far parte di una cellula di appoggio che ha pianificato e attuato l'attentato suicida contro la Camera di Commercio di Nassiriya", dove aveva sede la base italiana. La cellula sarebbe "indipendente e non ha legami con la rete che ha perpetrato l'attacco a Batha dello scorso 15 gennaio contro i pellegrini in marcia verso Kerbela per rendere omaggio alla tomba dell'imam Huseyn e che ha confessato la sua appartenenza ad al-Qaeda", ha aggiunto la fonte. L'attentato di Batha ha causato circa 50 morti e oltre 80 feriti. Dalle indagini sull'attentato a Nassiriya era emerso che l'autocisterna esplosa nella base italiana, situata presso la sede della Camera di Commercio della citta', era guidata da un kamikaze marocchino di nome Abul Qasem Abu al-Leil. L'impatto fece saltare in aria un deposito di munizioni. L'attacco fu rivendicato dal gruppo 'Tawhid e Jihad', legato ad al-Qaeda, e nel settembre 2008 le autorita' irachene hanno eseguito la condanna a morte per impiccagione di un iracheno, Muhammad al-Kurdi, che aveva confessato di aver pianificato 36 attentati, tra cui quello a Nassiriya.