Bruxelles, 24 gen. (Adnkronos/Aki) - Il giorno stesso della tragedia del Giglio, venerdì 13 gennaio, solo poco prima dell'incidente della Costa Concordia, a Bruxelles si era tenuto un incontro di esperti sulla questione della sicurezza delle navi passeggeri. Lo ha rivelato il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas, durante un'audizione all'Europarlamento dedicata alla tragedia del Giglio. "Abbiamo avuto una riunione di lavoro per discutere delle proposte necessarie per la sicurezza dei passeggeri sulle navi e il nostro principale esperto ha detto: 'Dobbiamo fare qualcosa prima che succeda qualcosa'", ha raccontato il commissario Ue. Poche ore dopo, il naufragio della nave da crociera della Costa al Giglio. Kallas ha sottolineato infatti che sul fronte sicurezza Bruxelles è già da tempo "molto attiva nel voler introdurre delle norme più severe e complete. La sicurezza viene prima di tutto, le navi passeggeri devono essere sicure e il tutto deve essere disciplinato da una serie di regolamentazioni comunitarie con chiari standard", si è difeso il commissario, ricordando di "non aver aspettato l'incidente della Costa Concordia per avviare la revisione delle norme". Il commissario Ue ha quindi sottolineato la necessità di una riflessione sulla dimensione delle navi da crociera. "Se le navi sono costruite seguendo le regole di progettazione stabilite dalla Convenzione Solas, adottata dopo il naufragio del Titanic, non possiamo dire che la questione delle dimensioni delle navi sia legata alla sicurezza", ha affermato Kallas, aggiungendo che "però si tratta di una questione che va sicuramente analizzata, su questo non ci piove". Perché, ha continuato, "se pensiamo al buon senso, se ci chiediamo se c'è un problema, come facciamo ad evacuare tutte queste persone", allora la questione delle dimensioni delle navi va "valutata". Per quanto riguarda invece le indagini in corso sul disastro della Costa Concordia, Kallas ha affermato che "sono condotte in modo molto professionale da parte delle autorità italiane". Quanto alle responsabilità del comandante Francesco Schettino "è ovvio che il comandante deve abbandonare per ultimo la nave. Questa è sempre stata la norma da seguire, e anche su questo l'indagine in corso ci dirà di più", ha aggiunto il commissario. Di conseguenza "dobbiamo attendere i risultati dell'inchiesta per vedere se le norme sono state rispettate o meno e se queste necessitano quindi di essere cambiate o no"